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	<title>Commenti a: La top ten 2009 dei tools ICT utili alla formazione</title>
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	<description>Apprendere, formarsi, comunicare ed essere critici con le ICT</description>
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		<title>Di: Letizia De Angelis</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/13/la-top-ten-2009-dei-tools-ict-utili-alla-formazione/comment-page-1/#comment-362</link>
		<dc:creator>Letizia De Angelis</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 12:37:35 +0000</pubDate>
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		<description>Spinta da curiosità sono andata a sbirciare la Top 100 Tools for Learning: ho trovato a dir poco sorprendente che, segno forse degli attuali tempi di e-learning, vi sia la presenza di una sola piattaforma e-learning tra i primi 100. Un’ulteriore constatazione è che i tools che occupano le prime 10 posizioni sono tutti gratuiti (il primo software a pagamento è infatti PowerPoint che si trova al 13° posto). È con stupore che ho osservato inoltre che Wikipedia si trova solo al 17° posto, Facebook al 32° posto ed Outlook al 69° posto. Insomma, in varie parti del mondo, l&#039;attenzione dei professionisti dell&#039;e-learning si è decisamente spostata verso l&#039;uso dei social media. Twitter, Delicious e YouTube occupano infatti le prime tre posizioni. Mi permetto ora un&#039;ultima considerazione sul primo posto occupato da Twitter: rammento la prima lezione di ICT, quando, tra i candidati presenti in aula, una sola mano alzata ha segnalando di utilizzare Twitter (e per chi come me non avesse ben chiaro lo scopo dei “cinguettii” (traduzione letterale di TWEET) ecco in aiuto il simpatico “Che roba è stò Twitter - Lo spiego a mia nonna” http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=398542d80c7a1ed3 ). La domanda sorge spontanea: ma possible che tutti noi candidati DFA non utilizziamo il top dei tools for learning? Facciamo parte dell’era dei dinosauri o piuttosto l’utilizzo di Twitter che cinguetta in testa è dettato semplicemente da una moda passeggera (http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=398542d80c7a1ed3)? Ad ogni modo, cercherò di porre rimedio al mio status preistorico approfondendo la conoscenza dei servizi della Top 10, per vedere se, uno di questi, puo’ suscitare qualche buona idea didattica. Saranno felici i Twitteriani, ma le vite di noi futuri docenti e dei nostri allievi potranno davvero giovarne?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spinta da curiosità sono andata a sbirciare la Top 100 Tools for Learning: ho trovato a dir poco sorprendente che, segno forse degli attuali tempi di e-learning, vi sia la presenza di una sola piattaforma e-learning tra i primi 100. Un’ulteriore constatazione è che i tools che occupano le prime 10 posizioni sono tutti gratuiti (il primo software a pagamento è infatti PowerPoint che si trova al 13° posto). È con stupore che ho osservato inoltre che Wikipedia si trova solo al 17° posto, Facebook al 32° posto ed Outlook al 69° posto. Insomma, in varie parti del mondo, l&#8217;attenzione dei professionisti dell&#8217;e-learning si è decisamente spostata verso l&#8217;uso dei social media. Twitter, Delicious e YouTube occupano infatti le prime tre posizioni. Mi permetto ora un&#8217;ultima considerazione sul primo posto occupato da Twitter: rammento la prima lezione di ICT, quando, tra i candidati presenti in aula, una sola mano alzata ha segnalando di utilizzare Twitter (e per chi come me non avesse ben chiaro lo scopo dei “cinguettii” (traduzione letterale di TWEET) ecco in aiuto il simpatico “Che roba è stò Twitter &#8211; Lo spiego a mia nonna” <a href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=398542d80c7a1ed3" rel="nofollow">http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=398542d80c7a1ed3</a> ). La domanda sorge spontanea: ma possible che tutti noi candidati DFA non utilizziamo il top dei tools for learning? Facciamo parte dell’era dei dinosauri o piuttosto l’utilizzo di Twitter che cinguetta in testa è dettato semplicemente da una moda passeggera (<a href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=398542d80c7a1ed3)?" rel="nofollow">http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=398542d80c7a1ed3)?</a> Ad ogni modo, cercherò di porre rimedio al mio status preistorico approfondendo la conoscenza dei servizi della Top 10, per vedere se, uno di questi, puo’ suscitare qualche buona idea didattica. Saranno felici i Twitteriani, ma le vite di noi futuri docenti e dei nostri allievi potranno davvero giovarne?</p>
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		<title>Di: Laura De Marco</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/13/la-top-ten-2009-dei-tools-ict-utili-alla-formazione/comment-page-1/#comment-332</link>
		<dc:creator>Laura De Marco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 20:09:36 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei segnalare tra i tools particolarmente utili in ambito didattico un programma che non compare tra i primi dieci (e, sorprendentemente, neppure tra primi cento, a dir la verità) della classifica elaborata da Jane Hart.  
Si tratta di Virtual dub. È un programma freeware e open source (scaricabile dal sito http://www.virtualdub.org/ che permette di elaborare e gestire sequenze video e audio. 
Questo software è stato sviluppato nel 2001 e da allora costantemente aggiornato. Attualmente è tra i software più apprezzati nella categoria dell&#039;editing video per  le sue caratteristiche, ad esempio leggerezza e la facilità d&#039;uso anche per i non professionisti.
Tra le innumerevoli potenzialità offerte dal programma vi sono senza dubbio le funzioni di base di editing video: taglia, copia, incolla ed unione di due o più filmati. L&#039;interfaccia è lineare, chiara e permette di semplificare l&#039;attività dell&#039;utente. Consente inoltre l&#039;acquisizione di filmati da periferiche esterne al computer (TV, videocamere, ...) e la realizzazione di GIF animate partendo da immagini. Dopo la fase di acquisizione  dei files è possibile anche comprimere i file in modo da ridurne le dimensioni.
Supporta numerosi i formati sia in ingresso che in uscita, tra i quali vi sono: AVI, DivX, MPG, MPEG, GIF ed è adatto a piattaforme windows, 
Questo strumento, per me, è stato particolarmente utile per trattare materiali video piuttosto rari  risalenti agli anni Quaranta (fortunatamente già in trasposti in formato AVI! E qui si potrebbe effettivamente ricordare la grandissima potenzialità di reperimento fonti, tramite ad esempio poadcast o siti di condivisione dati offerte dal web, come d&#039;altronde già segnalato in altri post).
Avevo bisogno di mostrare alcuni spezzoni mirati di un filmato altrimenti lungo
Il lavoro di selezione delle sequenze di maggior interesse può essere eseguito fotogramma per fotogramma  garantendo un risultato pulito e preciso. Nella fase di elaborazione vengono mantenute perfettamente anche le tracce audio. 

Una spiegazione guidata e molto dettagliata sulla sua installazione e sul suo funzionamento la si trova al sito http://download.html.it/guide/lezione/136/introduzione/. 
Un&#039;unica pecca: non è compatibile con il sistema operativo Apple!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei segnalare tra i tools particolarmente utili in ambito didattico un programma che non compare tra i primi dieci (e, sorprendentemente, neppure tra primi cento, a dir la verità) della classifica elaborata da Jane Hart.<br />
Si tratta di Virtual dub. È un programma freeware e open source (scaricabile dal sito <a href="http://www.virtualdub.org/" rel="nofollow">http://www.virtualdub.org/</a> che permette di elaborare e gestire sequenze video e audio.<br />
Questo software è stato sviluppato nel 2001 e da allora costantemente aggiornato. Attualmente è tra i software più apprezzati nella categoria dell&#8217;editing video per  le sue caratteristiche, ad esempio leggerezza e la facilità d&#8217;uso anche per i non professionisti.<br />
Tra le innumerevoli potenzialità offerte dal programma vi sono senza dubbio le funzioni di base di editing video: taglia, copia, incolla ed unione di due o più filmati. L&#8217;interfaccia è lineare, chiara e permette di semplificare l&#8217;attività dell&#8217;utente. Consente inoltre l&#8217;acquisizione di filmati da periferiche esterne al computer (TV, videocamere, &#8230;) e la realizzazione di GIF animate partendo da immagini. Dopo la fase di acquisizione  dei files è possibile anche comprimere i file in modo da ridurne le dimensioni.<br />
Supporta numerosi i formati sia in ingresso che in uscita, tra i quali vi sono: AVI, DivX, MPG, MPEG, GIF ed è adatto a piattaforme windows,<br />
Questo strumento, per me, è stato particolarmente utile per trattare materiali video piuttosto rari  risalenti agli anni Quaranta (fortunatamente già in trasposti in formato AVI! E qui si potrebbe effettivamente ricordare la grandissima potenzialità di reperimento fonti, tramite ad esempio poadcast o siti di condivisione dati offerte dal web, come d&#8217;altronde già segnalato in altri post).<br />
Avevo bisogno di mostrare alcuni spezzoni mirati di un filmato altrimenti lungo<br />
Il lavoro di selezione delle sequenze di maggior interesse può essere eseguito fotogramma per fotogramma  garantendo un risultato pulito e preciso. Nella fase di elaborazione vengono mantenute perfettamente anche le tracce audio. </p>
<p>Una spiegazione guidata e molto dettagliata sulla sua installazione e sul suo funzionamento la si trova al sito <a href="http://download.html.it/guide/lezione/136/introduzione/" rel="nofollow">http://download.html.it/guide/lezione/136/introduzione/</a>.<br />
Un&#8217;unica pecca: non è compatibile con il sistema operativo Apple!</p>
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