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	<title>ICT tra formazione e apprendimento</title>
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	<description>Apprendere, formarsi, comunicare ed essere critici con le ICT</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 16:44:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Smartpen: dalla scrittura manuale a quella digitale</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2010/03/11/smartpen-dalla-scrittura-manuale-a-quella-digitale/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 13:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[smartpen]]></category>
		<category><![CDATA[tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Smartpen è una penna elettronica in alluminio. Al suo interno c’è un computer. Cosa è in grado di offrire questa penna-computer?
Scrivendo normalmente, Smartpen può:
- registrare tracce audio corrispondenti agli appunti che si stà scrivendo;
- tracciare in modo completo i movimenti di chi scrive, sia per quanto riguarda la posizione esatta sul foglio, sia per quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-678" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2010/03/livescrive-pulse-smartpen-3.jpg" alt="livescrive-pulse-smartpen-3" width="323" height="226" />Smartpen</strong> è una penna elettronica in alluminio. Al suo interno c’è un computer. Cosa è in grado di offrire questa penna-computer?<br />
Scrivendo normalmente, Smartpen può:<br />
- registrare tracce audio corrispondenti agli appunti che si stà scrivendo;<br />
- tracciare in modo completo i movimenti di chi scrive, sia per quanto riguarda la posizione esatta sul foglio, sia per quanto concerne i tempi entro i quali si scrive/disegna.<br />
Questo è reso possibile dalla tecnologia impiegata nella realizzazione della carta. In effetti la Smartpen <strong>va usata unicamente su fogli/quaderni appositi</strong> che ne sanno orientare la posizione, letta dalla videocamera interna.<br />
I quaderni forniti con la Smartpen incorporano anche una serie di simboli che servono per leggere l’ora/data, per conoscere quanto spazio rimane nella memoria e per sapere la carica delle batterie. Sono inoltre disponibili simboli per l’uso della calcolatrice e per modificare le impostazioni interne della penna (sensibilità del microfono, luminosità display, intensità volume e orientamento della scrittura per destrimani o mancini).</p>
<p>Esiste una <strong>comunità Livescribe</strong> e un software relativo, per la realizzazione e la distribuzione di applicativi programmati da esterni, sul modello delle app dell&#8217;Iphone della Apple.</p>
<p>Con il <strong>software LiveScribe Desktop</strong> è possibile scaricare sul proprio computer (pc o mac) i file registrati, rivedere le pagine scritte in forma grafica e ricercarvi parole specifiche. Impressionante è la capacità di trovare delle parole scritte con calligrafia &#8220;da gallina&#8221;. È pure possibile memorizzare registrazioni sul proprio account web, per condividere facilmente il proprio lavoro.</p>
<p>L’uso è immediato, i simboli presenti in prossimità del profilo inferiore delle pagine consentono di avviare/terminare la registrazione e/o metterla in pausa. È possibile saltare tra le diverse registrazioni o all’interno di una di queste. Sempre cliccando i simboli disegnati, è consentita la modifica del volume di riproduzione e la velocità di playback. La croce direzionale permette invece di scorrere nel menu della penna, osservando il display e selezionando le voci che ci interessano.</p>
<p><strong>Per approfondimenti:<a href="http://www.livescribe.com/" target="_blank"> sito Livescribe</a> | <a href="http://www.livescribe.ch" target="_blank">sito CH</a> | <a href="http://www.macitynet.it/macity/aA42626/cebit_la_scrittura_a_penna_diventa_digitale_e_multimediale_con_livescribe.shtml" target="_blank">tutoriale in italiano</a></strong></p>
<p><strong>Ma, a chi è utile questo smartpen?</strong><br />
Smartpen è senza dubbio un oggetto tecnologico interessante che può essere adottato da chi redige testi e prende appunti, per esempio studenti e docenti. Potrebbe essere impiegata per chi ha problemi di scrittura (disgrafia) per rivedere i propri scritti. Altre applicazioni e usi sono possbili, magari non corrispondenti con il target sopra descritto.</p>
<p>Chi scrive, l&#8217;ha usata e l&#8217;ha abbandonata dopo la fase di test perché:<br />
- troppo grossa per essere impugnata con comodità (gli allievi con mani più piccole come faranno?)<br />
- scrittura troppo &#8220;dura&#8221; per chi è abituato a penne &#8220;morbide&#8221; (penne stilografiche)<br />
- registrazioni in diretta possibili anche con altri apparecchi elettronici (telefonini)<br />
- plus-valore della digitalizzazione degli appunti inferiore alle (mie) aspettative</p>
<p><strong>Ma, io non sono che un utente tra i tanti. Le mie impressioni sono opinabili. Lanciamo il dibattito&#8230;</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Concorso &#8220;ICT award&#8221;</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2010/02/19/concorso-ict-award/</link>
		<comments>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2010/02/19/concorso-ict-award/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[docente]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni anni gli studenti e le studentesse della Formazione di Base della SUPSI/DFA, usano strumenti e/o servizi ICT nella preparazione del loro materiale didattico. Alcuni di loro impiegano pure in classe, con gli allievi, nella pratica professionale, strumenti o servizi ICT.
Per comprendere quali sono gli usi &#8211; normalmente integrati nella programmazione e nella didattica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="l'interrogazione di mbeo, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/mbeo52/4351992298/"><img class="alignleft" style="margin: 9px" src="http://farm3.static.flickr.com/2772/4351992298_aa21ec7516_m.jpg" alt="l'interrogazione" width="240" height="161" /></a>Da alcuni anni gli studenti e le studentesse della Formazione di Base della SUPSI/DFA, usano strumenti e/o servizi ICT nella preparazione del loro materiale didattico. Alcuni di loro impiegano pure in classe, con gli allievi, nella pratica professionale, strumenti o servizi ICT.</p>
<p>Per comprendere quali sono gli usi &#8211; normalmente integrati nella programmazione e nella didattica &#8211; si indice un concorso che dovrà permettere di fare il punto su questo tema all&#8217;intersezione tra programmazione didattica e formazione in classe con  ICT, servizi dell&#8217;internet, apparecchi multimediali, LIM e altro ancora.</p>
<p><strong>Informazioni sul tema:</strong></p>
<ul>
<li>lancio e spot: <a href="http://www.aspti.ch/award.htm" target="_blank">http://www.aspti.ch/award.htm</a></li>
<li><a href="http://www.aspti.ch/jasp/images/stories/asp/inforasp/locandinaICTaward.pdf ">locandina</a> (.pdf)</li>
<li><a href="http://www.aspti.ch/jasp/index.php/vari/servizi/settore-informatico/ictaward/ictaward" target="_blank">form di iscrizione</a> (necessita di autenticazione):</li>
</ul>
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		</item>
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		<title>Competenze degli allievi per rapporto a strumenti ICT</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2010/02/08/competenze-degli-allievi-per-rapporto-a-strumenti-ict/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[politica_scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando i programmi scolastici saranno impostati in funzione delle competenze e non più degli obiettivi, il saper usare strumenti ICT (computer, periferiche e oggetti tecnologici) e servizi informatici (da Twitter a wikipedia, passando per Google), diventerà un fatto normale.
Un&#8217;avvisaglia di questa tendenza si intravvede in discorsi emergenti in cui le competenze sono sempre più considerate. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-656" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2010/02/skill.jpg" alt="Group of young laptop users" width="402" height="112" />Quando i <strong>programmi scolastici</strong> saranno impostati i<strong>n funzione delle competenze</strong> e non più degli obiettivi, il saper usare strumenti ICT (computer, periferiche e oggetti tecnologici) e servizi informatici (da Twitter a wikipedia, passando per Google), diventerà un fatto normale.</p>
<p>Un&#8217;avvisaglia di questa tendenza si intravvede in discorsi emergenti in cui le competenze sono sempre più considerate. Prendiamo per esempio l&#8217;idea avanzata all&#8217;interno della riforma dei  programmi della scuola primaria inglese (progetto Rose). Ne ha anche scritto <strong>Norberto Bottani</strong> in un suo post (<a href="http://www.oxydiane.net/spip.php?article387" target="_blank">vedi</a>).<br />
Riportiamo di seguito uno stralcio del suo scritto che interessa il nostro ambito, come <strong>stimolo di riflessione e fonte di discussione</strong>.<br />
I temi attorno ai quali ruoterebbe la scuola primaria sarebbero meno rispetto alle classiche materie scolastiche.<br />
In questa proposta inglese, le novità concernono <strong>l&#8217;insieme dei contenuti che</strong> &#8220;<em>…  è descritto in termini di competenze da conseguire entro la fine della scuola primaria. Il nuovo programma afferma che gli allievi dovranno, entro la fine della scuola primaria, sapere usare una tastiera di computer, consultare Wikipedia, utilizzare le applicazioni di comunicazione in rete come Twitter, redigere un testo con un’applicazione di trattamento di testo, utilizzare un correttore automatico dell’ortografia e della grammatica, consultare in linea i dizionari, gestire un blog personale, ecc.</em>&#8220;</p>
<p>Questo <strong>cambio di paradigma</strong> ci fa capire come questo discorsi di integrazione delle ICT e di valorizzazione delle competenze -  coscientemente o meno &#8211; siano ancora omeopatici nell&#8217;ambito della Scuola ticinese.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insegnare con le lavagne interattive multimediali</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 21:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[LIM]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sito educa.ch pubblica un interessante dossier inerente alla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale).
L&#8217;autore di questo blog &#8211; che si interessa al tema poiché nel novero del suo ambito di interesse (vedi) &#8211; pensa che la LIM non sia uno strumento didattico particolarmente innovativo per quanto attiene al far scuola. Infatti, questo strumento tende a riprodurre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-644" style="margin-left: 5px;margin-right: 5px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2010/01/LIM.jpg" alt="LIM" width="296" height="197" />Il sito <a href="http://www.educa.ch" target="_blank">educa.ch</a> pubblica un interessante dossier inerente alla <strong>LIM</strong> (Lavagna Interattiva Multimediale).<br />
L&#8217;autore di questo blog &#8211; che si interessa al tema poiché nel novero del suo ambito di interesse (<a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/tag/lim/" target="_blank">vedi</a>) &#8211; pensa che la <strong>LIM non sia uno strumento didattico particolarmente innovativo</strong> per quanto attiene al far scuola. Infatti, questo strumento tende a riprodurre una didattica tradizionale, di classe, frontale. L&#8217;insegnante che ne fa uso rafforza questa metodologia organizzativa e per la classe diminuiscono le possibilità di poter vedere attivata una didattica diversificata, per esempio a gruppi.</p>
<p>Tuttavia, è importante sottolineare l&#8217;apporto che lo strumento LIM porta all&#8217;insegnamento di questo tipo &#8211; frontale -, metodologia molto diffusa, soprattutto a livello d&#8217;insegnamento post- scuola obbligatoria.<br />
Il nostro <strong>Dipartimento usa la LIM da anni, ne ha sperimentato l&#8217;impiego nella scuola obbligatoria, diffonde le sue possibilità d&#8217;implementazione e ne segue la ricerca e l&#8217;evoluzione tecnica e didattica</strong>. Considera cioè la LIM  uno tra i molti strumenti ICT che potrebbero rendere l&#8217;insegnare in classe maggiormente interessante.</p>
<p>Il <strong>dossier è un buon punto di partenza per chi intende avvicinarsi alla LIM</strong>. Esso è stato redatto da <strong>Stéphanie Burton e Laurent Jauquier</strong></p>
<p>Nel dossier trovate:<br />
Introduzione | La ricerca e le LIM | Installazione &#8211; ergonomia | Case study sulle LIM | Esperienze, progetti e buone pratiche | Link di interesse sulla LIM</p>
<p><strong><a href="http://www.educa.ch/dyn/212824.asp" target="_blank">Accedi al dossier su educa</a></strong></p>
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		</item>
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		<title>Web e SM: fase propedeutica terminata</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/18/web-e-sm-fase-propedeutica-terminata/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 07:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[politica_scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni di fine 2009 sono entrati in funzione i nuovi siti web di alcune Scuole Medie cantonali che hanno come supporto informatico un sistema di CMS (Content Management System). Questo sistema, una volta impostato in grandi linee, permette di comunicare ai vari utenti di una scuola (allievi, docenti, genitori) le informazioni pertinenti senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-622" style="margin-top: 5px;margin-bottom: 5px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/12/web_site.jpg" alt="web_site" width="256" height="192" />In questi giorni di fine 2009 sono entrati in funzione i <strong>nuovi siti web di alcune Scuole Medie cantonali</strong> che hanno come supporto informatico un sistema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system" target="_blank">CMS (Content Management System)</a>. Questo sistema, una volta impostato in grandi linee, permette di comunicare ai vari utenti di una scuola (allievi, docenti, genitori) le informazioni pertinenti senza che si debba conoscere un applicativo o un linguaggio particolari.<br />
Con questo sistema il contenuto e il target possono interagire senza grandi filtri tecnici, in modo molto più semplici che con &#8220;vecchie&#8221; tecnologie (siti statici).</p>
<p>Questa disponibilità di siti web di SM in CMS è il compimento di un <strong>progetto iniziato all&#8217;ASP a fine 2005</strong> nell&#8217;ambito dell&#8217;offensiva federale utile all&#8217;integrazione del ICT. Infatti, d&#8217;accordo con l&#8217;UIM (ufficio Insegnamento Medio) si era inoltrato un progetto che andava in questo senso. Denominato <strong>&#8220;Piattaforma ICT per le SM&#8221;, il progetto aveva ottenuto un riconoscimento</strong> e un sussidio ( 40&#8242;000 fr. ) per iniziare (<a href="http://smetesserete.educanet2.ch/postp1b/.ws_gen/" target="_blank">vedi sito del progetto</a>). Il progetto è stato poi coordinato e realizzato da una docente, a tempo parziale, coadiuvata da  colleghi e servizi.<br />
I siti che ora potete vedere sono il compimento di questo progetto (ASP, UIM e Confederazione), poi iniziato nel 2006, che voleva essere propedeutico al raggiungimento dello scopo attualmente concretizzato: dotare le sedi di SM interessate di una piattaforma di comunicazione adattata alla tecnologia attuale.<br />
I siti in rete, per ora, sono:<br />
<a href="http://www.smlodrino.ti.ch/" target="_blank">Lodrino</a> , <a href="http://www.smcevio.ti.ch/" target="_blank">Cevio</a>, <a href="http://www.smpregassona.ti.ch/" target="_blank">Pregassona</a> , <a href="http://www.smmassagno.ti.ch/" target="_blank">Massagno</a> e <a href="http://www.smstabio.ti.ch/" target="_blank">Stabio</a>. Si è pure iniziata la messa a disposizione del sito amministrativo dell&#8217;UIM al link <a href="http://www4.ti.ch/decs/ds/uim/" target="_blank">http://www4.ti.ch/decs/ds/uim/</a>.</p>
<p><strong>Un&#8217;iniziativa riuscita che si svilupperà nel corso dei prossimi anni</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Multimedialità a scuola: produzioni realizzate in un modulo della FB</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 11:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[multimedialità]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel I semestre di studio della formazione di base (FB) &#8211; curricolo di studio che prepara a diventare docenti di scuola elementare o dell&#8217;infanzia &#8211; si svolge un modulo interdisciplinare denominato &#8220;Multimedialità e formazione&#8220;.
Gli obiettivi da raggiungere a fine modulo sono:

Saper analizzare un messaggio multimediale nelle sue componenti principali: immagine, suono, testo
Saper costruire un messaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel I semestre di studio della formazione di base (FB) &#8211; curricolo di studio che prepara a diventare docenti di scuola elementare o dell&#8217;infanzia &#8211; si svolge un modulo interdisciplinare denominato &#8220;<strong>Multimedialità e formazione</strong>&#8220;.</p>
<p>Gli obiettivi da raggiungere a fine modulo sono:</p>
<ul>
<li>Saper analizzare un messaggio multimediale nelle sue componenti principali: immagine, suono, testo</li>
<li>Saper costruire un messaggio multimediale nelle sue componenti principali</li>
<li>Intuire come questo messaggio multimediale può essere creato a supporto dell’insegnamento e della formazione</li>
<li>Iniziare una riflessione su come sia possibile integrare la fruizione di prodotti multimediali nella pratica didattica</li>
</ul>
<p>Per arrivare a questo agli studenti viene soprattutto chiesto di creare dei filmati, al seguito di una parte teorica introduttiva e dopo aver seguito dei mini-corsi di tipo tecnico. Quest&#8217;anno la scelta del tema è caduta sui<strong> pericoli insiti nei servizi di internet</strong>. Si trattava cioè di creare dei filmati da poter utilizzare nel videogioco &#8220;<strong>World of Worlds&#8221;, videogioco </strong>creato dal DTI della SUPSI per il gruppo di prevenzione<strong> <a href="http://webminore.supsi.ch/" target="_blank">Webminore</a></strong>. Il gruppo del progetto &#8220;<strong>World of Worlds&#8221;</strong> è così diventato il committente dei lavori multimediali.</p>
<p>I risultati del lavoro a fine modulo (9 filmati di circa 1 minuto ciascuno) sono &#8211; a detta del committente &#8211; di buona qualità.<br />
Ve ne proponiamo uno..</p>
<p><a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/14/multimedialita-a-scuola-produzioni-realizzate-in-un-modulo-della-fb/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Gli altri filmati sono visionabili a <a href="http://vimeo.com/groups/29740/videos" target="_blank">partire dal gruppo DFA di VIMEO</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Robot nella Scuola media</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/13/robot-nella-scuola-media/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 17:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[artefatto_cognitivo]]></category>
		<category><![CDATA[NXT]]></category>
		<category><![CDATA[robot]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si interessa di integrazione delle ICT nella scuola conosce i lavori di Seymour Papert e sa che l’approccio costruttivista è foriero di interesse.  Secondo Papert, “l’essere umano, a prescindere dall’età, ha bisogno di avere a disposizione materiali concreti affinché la conoscenza acquisita sia tanto più vicina alla realtà“.  Partendo dall’ottica costruttivista intersezionata con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-596" style="margin-left: 9px;margin-right: 9px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/12/bollettino_fll.png" alt="bollettino_fll" width="250" height="197" />Chi si interessa di integrazione delle ICT nella scuola conosce i lavori di Seymour Papert e sa che l’<strong>approccio costruttivista è foriero di interesse</strong>.  Secondo Papert, “<em>l’essere umano, a prescindere dall’età, ha bisogno di avere a disposizione materiali concreti affinché la conoscenza acquisita sia tanto più vicina alla realtà</em>“.  Partendo dall’ottica costruttivista intersezionata con le ICT si è arrivati, negli anni ‘80, alla creazione del linguaggio di programmazione LOGO che ha dato luogo a sperimentazioni varie in ambito educativo e formativo, per poi arrivare alla creazione di vari oggetti ICT con cui pensare. Citiamo come esempio interessante l’<strong>NXT (<a href="http://mindstorms.lego.com/en-us/default.aspx" target="_blank">Lego®Mindstorms</a>), robot che permette l’apprendimento di nozioni di tipo matematico, geometrico e fisico</strong> tramite la programmazione di compiti particolari.<br />
Grazie a questo robot  NXT (vedi <a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/10/27/robot-nella-scuola-dell%E2%80%99obbligo-2/" target="_blank">post precedente</a> sul tema) e alla sua filosofia d&#8217;impiego didattico è possibile promuovere l’apprendimento globale e scientifico e il lavoro di gruppo su problemi scientifici e tecnologici.<br />
Nelle scuole dove l’NXT è stato implementato, le reazioni dei docenti e degli allievi sono positive. In sintesi, per arrivare all’esecuzione di un progetto è fondamentale saper lavorare in gruppo  e riconoscere l&#8217;esistenza di diversi tipi di intelligenza.</p>
<p><strong>Dopo valutazioni approfondite, si è deciso di proporre sperimentalmente questa attività all’interno delle opzioni di orientamento del IV anno di SM</strong>.<br />
Sei interessato, vuoi formarti e raccogliere la sfida?<br />
Parti da <a href="http://www.fll-si.ch/" target="_blank"><strong>www.fll-si.ch</strong></a> e avrai risposte e possibilità di approfondimenti sul tema oppure<strong> <a href="http://www.fll-si.ch/images/stories/pdf/presentazione_NXT_SM.pdf">scarica un foglio informativo</a></strong> (.pdf)</p>
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		<title>La top ten 2009 dei tools ICT utili alla formazione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[nativi_digitali]]></category>
		<category><![CDATA[RSS]]></category>
		<category><![CDATA[tools]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, ecco anche per il 2009 l&#8217;elenco dei &#8220;Top 100 Tools for Learning&#8220;, calcolato sulla base dei contributi di 278 professionisti (pedagogisti, docenti, universitari) di tutto il mondo. La classifica è pubblicata da  Jane Hart, consulente nel campo della formazione e dell&#8217;apprendimento e fondatrice del Centre for Learning &#38; Performance Technologies.
Evidentemente l&#8217;uso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 11px" src="http://c4lpt.co.uk/images/c4lpt-top100tools-2009.gif" alt="" width="73" height="73" />Come ogni anno, ecco anche per il 2009 l&#8217;elenco dei &#8220;<strong>Top 100 Tools for Learning</strong>&#8220;, calcolato sulla base dei contributi di 278 professionisti (pedagogisti, docenti, universitari) di tutto il mondo. La classifica è pubblicata da  <a href="http://c4lpt.co.uk/jane.html" target="_blank">Jane Hart</a>, consulente nel campo della formazione e dell&#8217;apprendimento e fondatrice del <a href="http://c4lpt.co.uk/" target="_blank">Centre for Learning &amp; Performance Technologies</a>.<br />
Evidentemente l&#8217;uso di questi servizi è principalmente utile in un contesto di formazione di adulti. Tuttavia, <strong>alcuni di questi servizi</strong> potrebbero essere <strong>proficuamente implementati nell&#8217;ambito didattico di classe</strong>, sia nella scuola obbligatoria sia nel medio superiore.<br />
Personalmente impiego attivamente e con successo quasi tutti i primi 10 della classifica. Uno &#8211; il blog (<strong>Wordpress</strong>) &#8211; lo state usando in questo momento. Infatti è grazie a questo tool che il mio blog viene pubblicato.<br />
<strong>Twitter</strong> e <strong>Delicious</strong> (i primi due della topten) sono tra i miei preferiti. Al primo ho anche dedicato un post specifico, <a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/11/15/twitter-nella-didattica/" target="_blank">Twitter nella didattica</a>.</p>
<p>Consiglio i docenti che usano regolarmente le ICT per o nella formazione, di conoscere &#8211; se già non ne sono a conoscenza &#8211; almeno i primi 10, per vedere se uno di questi potrebbe magari suscitare  idee didattiche, idee evidentemente che devono basarsi  su una pratica di classe consolidata.<br />
<strong>La classifica del 2009 dei primi 10 tools utili alla formazione</strong></p>
<p><strong>1. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/twitter.html" target="_blank">Twitter</a><br />
2.  <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/delicious.html" target="_blank">Delicious</a><br />
3. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/youtube.html" target="_blank">YouTube</a><br />
4. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/googlereader.html" target="_blank">Google Reader</a><br />
5. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/googledocs.html" target="_blank">Google Docs</a><br />
6. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/wordpress.html" target="_blank">Wordpress </a><br />
7. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/slideshare.html" target="_blank">Slideshare</a><br />
8. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/google.html" target="_blank">Google Search</a><br />
9. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/audacity.html" target="_blank">Audacity</a><br />
10 <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/firefox.html" target="_blank">Firefox</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I nativi digitali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[nativi_digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il termine &#8220;nativi digitali&#8221; è stata coniato da Mark Prenski nel 2001 e definisce la generazione dei nati a partire dal 1990, generazione immersa nelle ICT fin dalla prima infanzia.
Questi nativi digitali sono nostri allievi e saranno gli adulti di domani. Crescendo con la tecnologia giocano coi videogiochi, frequentano i social-network&#8221;, consultano il web in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://current.com/e/91496872/it_IT"><img class="alignleft size-medium wp-image-577" style="border: 1px solid #0097d1;margin-right: 9px;margin-left: 9px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/11/generazione_facebook-531x400.png" alt="generazione_facebook" width="253" height="190" /></a></p>
<p>Il termine &#8220;<strong>nativi digitali</strong>&#8221; è stata coniato da <strong>Mark Prenski nel 2001</strong> e definisce la generazione dei nati a partire dal 1990, <strong>generazione immersa nelle ICT fin dalla prima infanzia</strong>.<br />
Questi nativi digitali sono nostri allievi e saranno gli adulti di domani. Crescendo con la tecnologia giocano coi videogiochi, frequentano i social-network&#8221;, consultano il web in modo personalizzato (vedi post precedente) e usano vari sistemi ICT che li collegano in continuità.</p>
<p>Per <strong>comprendere questa generazione </strong>che noi docenti  affrontiamo, scolasticamente parlando, con metodologie e strumenti tradizionali &#8211; che non rinnego ma che ritengo parzialmente superati  &#8211; invito a vedere l&#8217;<strong>interessante filmato</strong> con interventi di:<br />
- <strong>Garry Small</strong>, Neuroscenziato, UCLA<br />
- <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong>, docente New Media, Università &#8220;Carlo  Bo&#8221; di Urbino<br />
-  <strong>Antonio Fini</strong>, prof. Tecnologie Educazione<br />
-  <strong>Paolo Ferri</strong>, prof. Tecnologie Didattiche (vedi <a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/06/04/la-scuola-digitale-podcast/" target="_blank">post</a>)<br />
-  <strong>Howard Rheingold</strong>, scrittore e insegnante (<a href="http://twitter.com/hrheingold" target="_blank">vedi suo twitter</a>)</p>
<p>A cura di <a href="http://www.liviacolare.com/about/" target="_blank">Livia Iacolare</a> e <a href="http://www.humorrisk.com/" target="_blank">Giacomo Cannelli</a>, &#8220;<strong>Generazione facebook</strong>&#8220;, pubblicato da <strong><a href="http://current.com/" target="_blank">current.it</a></strong></p>
<p>Un ottimo filmato utile per inquadrare la tematica inerente ai <strong>nativi digitali</strong> e per comprendere le modifiche che essi potrebbero apportare, in prospettiva, all&#8217;insegnamento tramite le ICT.</p>
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		<title>Tra copyright e copyleft</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[comprendere]]></category>
		<category><![CDATA[nativi_digitali]]></category>
		<category><![CDATA[webattori]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i nativi digitali (i nostri allievi di oggi e di domani) la tecnologia è lo strumento quotidiano che permette loro anche di accedere alla cultura in modo individuale (non formale) e di potenziare la loro creatività.
Questo  significa tuttavia passare attraverso fruizioni personali di contenuti che sono protetti da copyright, scaricati da internet. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ted.com/talks/view/id/187" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-555" style="border: 1px solid #0097D1;margin-right: 9px;margin-left: 9px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/11/TED1.png" alt="TED1" width="287" height="164" /></a>Per i <strong>nativi digitali</strong> (i nostri allievi di oggi e di domani) la tecnologia è lo strumento quotidiano che permette loro anche di accedere alla cultura in modo individuale (non formale) e di potenziare la loro creatività.<br />
Questo  significa tuttavia passare attraverso fruizioni personali di contenuti che sono protetti da copyright, scaricati da internet. Per questo modo di procedere, i nativi digitali, non osservando le regole,  potrebbero anche essere criminalizzati (vedi legge attuale sul &#8220;peer ti peer&#8221;).</p>
<p>Per entrare nel merito del tema che tocca le <strong>ICT, la cultura e la legislazione</strong>, invito a guardare una presentazione  di  <strong>Larry Lessig</strong> (<strong>clic sull&#8217;immagine</strong>) che presenta il tema (è possibile scegliere una sottotitolazione in varie lingue).<br />
Sono d&#8217;accordo con molti dei punti di Lessig, che trattano di diritto e di cultura. Questo discorso è iniziato da poco e deve  protrarsi grazie al dialogo e tramite discussioni. Ha grandi implicazioni per le persone che utilizzano il web come una risorsa &#8211; tra cui appunto i nativi digitali &#8211; per <strong>le parole, le immagini, i media e per le presentazioni</strong>.</p>
<p>Lessig è un eccellente conferenziere. La sua presentazione è piuttosto lunga &#8211; 19 minuti &#8211; ma passa in fretta,  segno distintivo di ottima qualità comunicativa.</p>
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