Commenti a: Per iniziare… http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/ Il blog del corso di Formazione Continua DFA Sun, 21 Mar 2010 16:50:23 +0100 http://wordpress.org/?v=2.8.5.2 hourly 1 Di: Francesco Giudici http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-50 Francesco Giudici Wed, 18 Feb 2009 21:00:54 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-50 Con Dario, durante la pausa fra il primo e il secondo dell'incontro di dicembre, avevo discusso un po' della funzione fática. Così, quando mi son trovato sotto gli occhi questo brano (discutibile sotto almeno un punto di vista!) ho deciso di destinarlo a questa parte del nostro blog. <blockquote>"In una conversazione lo scopo principale di un uomo orientale è comunicare il suo pensiero con qualsiasi mezzo possibile, e non trasmettere il suo messaggio in maniera scientifica e accurata. Egli accumula metafore e superlativi, rinforza il discorso con gesti delle mani ed espressioni facciali in modo da far capire all'ascoltatore quello che vuol dire. Parla per immagini. Il suo linguaggio parlato va a braccetto con il linguaggio gestuale più antico, e la prima cosa che colpisce l'attenzione dei viaggiatori occidentali è proprio questo abbondante gesticolare. L'uomo orientale indica quasi tutto quello che menziona nel suo discorso, e rappresenta ogni suo sentimento ed emozione attraverso movimenti corporei ..."</blockquote> Abraham Ribhany, <em>The Syrian Christ</em>, 1916 P.S. La traduzione di uno stralcio contenente questo brano l'ho incontrata in un volume che circola sotto il titolo "Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere" a cura di Tim C. Leedom e Maria Murdy. Con Dario, durante la pausa fra il primo e il secondo dell’incontro di dicembre, avevo discusso un po’ della funzione fática. Così, quando mi son trovato sotto gli occhi questo brano (discutibile sotto almeno un punto di vista!) ho deciso di destinarlo a questa parte del nostro blog.

“In una conversazione lo scopo principale di un uomo orientale è comunicare il suo pensiero con qualsiasi mezzo possibile, e non trasmettere il suo messaggio in maniera scientifica e accurata. Egli accumula metafore e superlativi, rinforza il discorso con gesti delle mani ed espressioni facciali in modo da far capire all’ascoltatore quello che vuol dire. Parla per immagini. Il suo linguaggio parlato va a braccetto con il linguaggio gestuale più antico, e la prima cosa che colpisce l’attenzione dei viaggiatori occidentali è proprio questo abbondante gesticolare. L’uomo orientale indica quasi tutto quello che menziona nel suo discorso, e rappresenta ogni suo sentimento ed emozione attraverso movimenti corporei …”

Abraham Ribhany, The Syrian Christ, 1916

P.S. La traduzione di uno stralcio contenente questo brano l’ho incontrata in un volume che circola sotto il titolo “Il libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere” a cura di Tim C. Leedom e Maria Murdy.

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Di: Francesco Giudici http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-38 Francesco Giudici Fri, 16 Jan 2009 21:50:28 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-38 <blockquote>"La fantasia è un posto dove ci piove dentro."</blockquote> L'aforisma è di Italo Calvino. Durante una conferenza alla New York University, conferenza tenuta più o meno un quarto di secolo fa, lo scrittore diceva: <blockquote>"Quanto al linguaggio, è stato colpito da una specie di peste. L'italiano sta diventando una lingua sempre più astratta, artificiale, ambigua; le cose più semplici non vengono mai dette direttamente, i sostantivi concreti vengono usati sempre più raramente. Questa epidemia ha colpito per primi i politici, i burocrati, gli intellettuali, poi si è generalizzata, con l'estendersi a masse sempre più larghe d'una coscienza politica e intellettuale. Il compito dello scrittore è combattere questa peste, far sopravvivere un linguaggio diretto e concreto, ma il problema è che il linguaggio quotidiano che fino a ieri era la fonte viva a cui gli scrittori potevano ricorrere, adesso non sfugge all'infezione." </blockquote> (Mondo scritto e mondo non scritto) A me il riferimento a una lingua astratta,artificiale, ambigua sembra promuovere un possibile elenco di aggettivi negativi estensibile con munificenza alle prossime lettere dell'alfabeto. Ed è su questa considerazione che chiudo con un altro aforisma di Italo Calvino che molto probabilmente non si riferisce alla mia interpretazione...: <blockquote>"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto."</blockquote>

“La fantasia è un posto dove ci piove dentro.”

L’aforisma è di Italo Calvino.
Durante una conferenza alla New York University, conferenza tenuta più o meno un quarto di secolo fa, lo scrittore diceva:

“Quanto al linguaggio, è stato colpito da una specie di peste. L’italiano sta diventando una lingua sempre più astratta, artificiale, ambigua; le cose più semplici non vengono mai dette direttamente, i sostantivi concreti vengono usati sempre più raramente. Questa epidemia ha colpito per primi i politici, i burocrati, gli intellettuali, poi si è generalizzata, con l’estendersi a masse sempre più larghe d’una coscienza politica e intellettuale. Il compito dello scrittore è combattere questa peste, far sopravvivere un linguaggio diretto e concreto, ma il problema è che il linguaggio quotidiano che fino a ieri era la fonte viva a cui gli scrittori potevano ricorrere, adesso non sfugge all’infezione.”

(Mondo scritto e mondo non scritto)

A me il riferimento a una lingua astratta,artificiale, ambigua sembra promuovere un possibile elenco di aggettivi negativi estensibile con munificenza alle prossime lettere dell’alfabeto. Ed è su questa considerazione che chiudo con un altro aforisma di Italo Calvino che molto probabilmente non si riferisce alla mia interpretazione…:

“Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.”

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Di: Epi Pedrazzi http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-37 Epi Pedrazzi Tue, 13 Jan 2009 17:13:11 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-37 e sempre citando Erik Orsenna: <blockquote>"Vedete, le parole sono come le note. Non basta metterle insieme. Senza regole, niente armonia. Niente musica. Soltanto rumori. La musica ha bisogno di solfeggio, così come la parola ha bisogno di grammatica. Ricordate ancora qualcosa di grammatica???..."</blockquote> e sempre citando Erik Orsenna:

“Vedete, le parole sono come le note. Non basta metterle insieme. Senza regole, niente armonia. Niente musica. Soltanto rumori. La musica ha bisogno di solfeggio, così come la parola ha bisogno di grammatica. Ricordate ancora qualcosa di grammatica???…”

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Di: Giuditta Mainardi Crohas http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-34 Giuditta Mainardi Crohas Thu, 08 Jan 2009 11:00:19 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-34 Che ricchezza questo blog! Le citazioni sono davvero tutte bellissime. Cercando tra i miei ricordi un testo sulla parola, mi sono ricordata un testo del <em>Tao-te-ching</em> (ovviamente tradotto), che iniziava parlando della parola. Eccolo: Dal <em>Tao Te Ching</em>, Lao-tze, circa 6 secoli a.C. <blockquote>Le parole vere non sono elaborate. Le parole elaborate non sono vere. Gli uomini buoni non disputano. Gli uomini che disputano non sono buoni. Coloro che sanno non sono pieni di parole. Coloro che sono pieni di parole non sanno. Il saggio non accumula. Egli accresce il suo tesoro lavorando per gli esseri umani; accresce la sua ricchezza dandosi agli altri. La via del cielo benefica tutti e non danneggia nessuno. La via del saggio lavora per tutti e non contende nessuno.</blockquote> Che ricchezza questo blog! Le citazioni sono davvero tutte bellissime.
Cercando tra i miei ricordi un testo sulla parola, mi sono ricordata un testo del Tao-te-ching (ovviamente tradotto), che iniziava parlando della parola. Eccolo:

Dal Tao Te Ching, Lao-tze, circa 6 secoli a.C.

Le parole vere non sono elaborate.
Le parole elaborate non sono vere.

Gli uomini buoni non disputano.
Gli uomini che disputano non sono buoni.

Coloro che sanno non sono pieni di parole.
Coloro che sono pieni di parole non sanno.

Il saggio non accumula.
Egli accresce il suo tesoro lavorando per gli esseri umani;
accresce la sua ricchezza dandosi agli altri.

La via del cielo benefica tutti e non danneggia nessuno.
La via del saggio lavora per tutti e non contende nessuno.

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Di: Francesco Giudici http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-29 Francesco Giudici Fri, 02 Jan 2009 18:05:54 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-29 Andrea Panizza nomina il personaggio di Matilde che richiama immediatamente l'omonima protagonista di un conosciuto libro di Roald Dahl. Sempre lo stesso scrittore inglese, nel "GGG", mette in bocca al gigante questo discorso (che probabilmente obbligherà Simone a pensare di spostare il contributo! [risolvo il problema duplicando la prima parte del commento. Simone]) ... <blockquote>"Le parole - disse - mi ha sempre abracadabrato. Prova ad avere un po' di pazienza con me, e non capilla. Come ti ho già spiegato, io sa benissimo quello che parole vuole dire, ma in un modo o nell'altro le parole finisce sempre per intortiglintricarsi."</blockquote> Sia l"abracadabrato" che "intortiglintricarsi" mi sembrano piuttosto eloquenti e completano qualche anfratto, pur nella loro apparente irregolarità costitutiva, del discorso di GIanni Rodari. Estendendo il problema alla comprensione linguistica fra popoli diversi, faccio una capriola con qualche avvitamento e ripesco: <blockquote>"I fautori della lingua unica vorrebbero suscitare artificialmente una lingua irrigidita definitivamente, che non soffra cambiamenti nello spazio e nel tempo, urtandosi nella scienza del linguaggio, che insegna essere una lingua in sé e per sé espressione di bellezza più che strumento di comunicazione, e la storia della fortuna e del diffondersi di una particolare lingua dipendere strettamente dalla complessa attività del popolo che la parla."</blockquote> Antonio Gramsci, <em>Il grido del popolo</em> (16 febbraio 1918) Andrea Panizza nomina il personaggio di Matilde che richiama immediatamente l’omonima protagonista di un conosciuto libro di Roald Dahl. Sempre lo stesso scrittore inglese, nel “GGG”, mette in bocca al gigante questo discorso (che probabilmente obbligherà Simone a pensare di spostare il contributo! [risolvo il problema duplicando la prima parte del commento. Simone]) …

“Le parole – disse – mi ha sempre abracadabrato. Prova ad avere un po’ di pazienza con me, e non capilla. Come ti ho già spiegato, io sa benissimo quello che parole vuole dire, ma in un modo o nell’altro le parole finisce sempre per intortiglintricarsi.”

Sia l”abracadabrato” che “intortiglintricarsi” mi sembrano piuttosto eloquenti e completano qualche anfratto, pur nella loro apparente irregolarità costitutiva, del discorso di GIanni Rodari.

Estendendo il problema alla comprensione linguistica fra popoli diversi, faccio una capriola con qualche avvitamento e ripesco:

“I fautori della lingua unica vorrebbero suscitare artificialmente una lingua irrigidita definitivamente, che non soffra cambiamenti nello spazio e nel tempo, urtandosi nella scienza del linguaggio, che insegna essere una lingua in sé e per sé espressione di bellezza più che strumento di comunicazione, e la storia della fortuna e del diffondersi di una particolare lingua dipendere strettamente dalla complessa attività del popolo che la parla.”

Antonio Gramsci, Il grido del popolo (16 febbraio 1918)

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Di: Andrea Panizza http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-27 Andrea Panizza Wed, 31 Dec 2008 15:52:48 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-27 accidenti, un migliaio dei miei libri giace, causa traslochi, dentro scatoloni in un magazzino! Ho in mente un paio di libri da citare, prima però dovrò recuperarli! Comincio comunque a proporvi qualcosa di semplice: <blockquote>Un giorno Matilde disse: - Da domani tutto sarà diverso. Domani divento grande. Domani è il mio primo giorno di scuola. Imparerò a leggere, a scrivere, a contare, imparerò un sacco di cose. E naturalmente non avrò più tempo. La mattina a scuola, il pomeriggio a studiare. Annabella Ciglialunghe guardava annoiata fuori dalla finestra, mentre Leo faceva finta di dormire. Soltanto Tommaso guardò spaventato Matilde e spalancò i suoi occhi di vetro marroni. - Certo, - disse Matilde, - non potete capire. Siete ancora troppo piccoli per capire queste cose. Imparare a leggere è importantissimo, non si ha più bisogno di implorare un grande quando si vuole ascoltare una storia. Si prende un libro, ci si distende sul letto e si legge. E anche imparare a scrivere è importante! Non bisogna più chiedere aiuto a nessuno quando si vuole scrivere una lettera alla nonna. Ci si siede alla scrivania, si prende un foglio di carta e si scrive. Imparare a contare, poi, è il massimo. Così si può controllare da soli quanto si ha nel salvadanaio. Si può comprare qualcosa senza consegnare il borsellino alla cassa, sperando che il resto sia giusto. Quando si diventa grandi le cose cambiano!</blockquote> Jutta Richter, <em>Annabella Ciglialunghe</em> accidenti, un migliaio dei miei libri giace, causa traslochi, dentro scatoloni in un magazzino!
Ho in mente un paio di libri da citare, prima però dovrò recuperarli!

Comincio comunque a proporvi qualcosa di semplice:

Un giorno Matilde disse: – Da domani tutto sarà diverso. Domani divento grande. Domani è il mio primo giorno di scuola. Imparerò a leggere, a scrivere, a contare, imparerò un sacco di cose. E naturalmente non avrò più tempo. La mattina a scuola, il pomeriggio a studiare.
Annabella Ciglialunghe guardava annoiata fuori dalla finestra, mentre Leo faceva finta di dormire. Soltanto Tommaso guardò spaventato Matilde e spalancò i suoi occhi di vetro marroni.
- Certo, – disse Matilde, – non potete capire. Siete ancora troppo piccoli per capire queste cose. Imparare a leggere è importantissimo, non si ha più bisogno di implorare un grande quando si vuole ascoltare una storia. Si prende un libro, ci si distende sul letto e si legge. E anche imparare a scrivere è importante! Non bisogna più chiedere aiuto a nessuno quando si vuole scrivere una lettera alla nonna. Ci si siede alla scrivania, si prende un foglio di carta e si scrive. Imparare a contare, poi, è il massimo. Così si può controllare da soli quanto si ha nel salvadanaio. Si può comprare qualcosa senza consegnare il borsellino alla cassa, sperando che il resto sia giusto. Quando si diventa grandi le cose cambiano!

Jutta Richter, Annabella Ciglialunghe

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Di: Simone Fornara http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-26 Simone Fornara Mon, 29 Dec 2008 19:07:56 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-26 Segnalo che ho cambiato collocazione ad alcuni dei vostri interventi. Ne ho spostati tre o quattro sotto il secondo articolo, sull'essenza della parola, perché mi sembravano più "in tema" così. Ciao e grazie per la partecipazione Segnalo che ho cambiato collocazione ad alcuni dei vostri interventi. Ne ho spostati tre o quattro sotto il secondo articolo, sull’essenza della parola, perché mi sembravano più “in tema” così.

Ciao e grazie per la partecipazione

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Di: Francesco Giudici http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-19 Francesco Giudici Fri, 26 Dec 2008 15:50:31 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-19 Il riferimento di Lucia a Gianrico Carofiglio mi permette di riprendere con un contributo postnatalizio un pochino particolare. <blockquote>Nel paese dove, come ha detto efficacemente Gianrico Carofiglio all'Espresso, "da 15 anni Berlusconi è il padrone delle parole della politica", perché "ha scelto lui i nomi con cui chiamare le cose e gli argomenti", l'<em>Unità</em> portava ogni giorno in prima pagina altre parole, continuando a chiamare le cose col proprio nome, non con gli pseudonimi berlusconiani e dunque "riformisti": su questa Unità la guerra è guerra, e non missione di pace; il separatismo è separatismo, non federalismo fiscale; il razzismo è razzismo, non sicurezza; il monologo è monologo, non dialogo; l'inciucio è inciucio, non riformismo; il regime è regime, non governo di destra con cui dialogare; i mafiosi sono mafiosi e i corrotti corrotti, non vittime del giustizialismo...</blockquote> Marco Travaglio, <em>Per chi suona la banana</em> (art. 26-8-2008) Il riferimento di Lucia a Gianrico Carofiglio mi permette di riprendere con un contributo postnatalizio un pochino particolare.

Nel paese dove, come ha detto efficacemente Gianrico Carofiglio all’Espresso, “da 15 anni Berlusconi è il padrone delle parole della politica”, perché “ha scelto lui i nomi con cui chiamare le cose e gli argomenti”, l’Unità portava ogni giorno in prima pagina altre parole, continuando a chiamare le cose col proprio nome, non con gli pseudonimi berlusconiani e dunque “riformisti”: su questa Unità la guerra è guerra, e non missione di pace; il separatismo è separatismo, non federalismo fiscale; il razzismo è razzismo, non sicurezza; il monologo è monologo, non dialogo; l’inciucio è inciucio, non riformismo; il regime è regime, non governo di destra con cui dialogare; i mafiosi sono mafiosi e i corrotti corrotti, non vittime del giustizialismo…

Marco Travaglio, Per chi suona la banana (art. 26-8-2008)

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Di: Simone Fornara http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-16 Simone Fornara Sun, 21 Dec 2008 21:45:19 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-16 Ringrazio Francesco per la segnalazione: un blog ha senso anche per queste cose. Ringrazio anche tutti coloro i quali stanno contribuendo al lancio dell'iniziativa con i loro preziosi contributi e con le belle citazioni. A presto! Ringrazio Francesco per la segnalazione: un blog ha senso anche per queste cose. Ringrazio anche tutti coloro i quali stanno contribuendo al lancio dell’iniziativa con i loro preziosi contributi e con le belle citazioni.

A presto!

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Di: Francesco Giudici http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2008/11/22/per-iniziare/comment-page-1/#comment-15 Francesco Giudici Sun, 21 Dec 2008 18:46:09 +0000 http://www2.aspti.ch/blogs/simone/?p=33#comment-15 Prendo lo spunto dalla citazione inserita da Riccardo Marioni, per segnalare che con il Movimento della Scuola stiamo organizzando, per fine gennaio 2009, molto probabilmente a Bellinzona, una serata di presentazione e discussione del libro di Fabio Pusterla ... con Fabio Pusterla s'intende! Aggiungo questo spunto che mi sembra di un certo interesse e che, credo, starebbe sicuramente meglio nelle acque dello stagno appartenente a Gianni Rodari. <blockquote>"Ho tentato, non so con quale fortuna, di comporre dei racconti lineari. Non oso affermare che siano semplici; non c'è sulla terra una sola pagina, una sola pagina che lo sia, poiché tutte quante postulano l'universo, il cui più noto attributo è la complessità." </blockquote> Jorge Luis Borges <em>Il manoscritto di Brodie</em> (prefazione) Prendo lo spunto dalla citazione inserita da Riccardo Marioni, per segnalare che con il Movimento della Scuola stiamo organizzando, per fine gennaio 2009, molto probabilmente a Bellinzona, una serata di presentazione e discussione del libro di Fabio Pusterla … con Fabio Pusterla s’intende!

Aggiungo questo spunto che mi sembra di un certo interesse e che, credo, starebbe sicuramente meglio nelle acque dello stagno appartenente a Gianni Rodari.

“Ho tentato, non so con quale fortuna, di comporre dei racconti lineari. Non oso affermare che siano semplici; non c’è sulla terra una sola pagina, una sola pagina che lo sia, poiché tutte quante postulano l’universo, il cui più noto attributo è la complessità.”

Jorge Luis Borges Il manoscritto di Brodie (prefazione)

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