Avete provato a…

Febbraio 16, 2009 – 12:11 am

Fino a ora il nostro blog ha tratto linfa vitale e ragion d’essere dagli interventi di chi di voi ha voluto sperimentarlo come nuova piattaforma di scambio (di idee, di pensieri, di parole…). Insomma, abbiamo iniziato insieme a conoscere le possibilità che le nuove tecnologie dell’informazione offrono nel Terzo Millennio.

Ora è venuto il momento di fare un salto in avanti e provare a legare di più questo luogo di scambio a ciò che succede in classe. Grazie anche al suggerimento di Andrea (che ringraziamo di cuore), vi proponiamo di sfruttare i commenti a questo nuovo articolo per dare a tutti una testimonianza di un’esperienza di classe.

In altre parole, vi chiediamo di illustrare in sintesi i risultati di una attività da voi fatta nelle vostre classi a partire dagli stimoli che avete ricevuto durante i nostri incontri. Sarebbe ad esempio molto bello sapere se avete avuto modo di provare in classe una delle attività progettate durante l’incontro 5, e con quali risultati. Sarebbe altrettanto bello che la testimonianza diventasse occasione di dibattito tra noi tutti.

Dunque, sotto con i commenti!

  1. 4 Responses to “Avete provato a…”

  2. Eccomi!

    Ho provato le attività proposte nell’ultimo incontro dal nostro gruppetto (per capirci, quelle dei carretti e dei soli -osi).

    L’attività di ricerca di altre parole che finiscono in -oso, -esco e -one che possono descrivere il sole non è stata molto semplice.
    In particolare per esco ed one, erano poche le parole che i bambini proponevano.

    Ho proposto l’attività di disegno dei soli -osi con bassissime aspettative, immaginando già reazioni del tipo “non son capace a disegnare” “ma come faccio a…”.

    Invece i risultati sono stati ottimi e, al momento in cui i bambini mostravano i loro disegni, abbiamo scoperto moltissime parole in -oso che prima non erano state dette.
    (Con esco e one resta comunque troppo difficile!)
    Ad esempio: una bambina ha disegnato “rabbioso”, gli altri hanno interpretato il disegno anche come “nervoso”, “furioso” e “grintoso”.
    Tra l’altro l’attività ha favorito alcuni bambini che solitamente in italiano hanno molte difficoltà.
    Dopo un attimo di titubanza, alcuni bambini si sono anche lanciati in disegni originali ed espressivi come il sole “misterioso” nascosto dietro le nuvole.

    La prossima volta vi porto qualche disegno!

    PS: senza suggerimenti è giunto puntuale anche il sole marrone, a forma di luganighetta arrotolata, con le mosche che ci girano attorno…

    By Andrea Panizza on Feb 16, 2009

  3. Molto interessanti le considerazioni di Andrea, che offrono numerosi spunti di discussione. Mi permetto di segnalarne alcuni, invitando i lettori a partecipare alla discussione e a dire la loro.

    In primo luogo, pare opportuno approfondire la queastione della diversa difficoltà dei diversi suffissi: -oso si è dimostrato più alla portata dei bambini, -esco e -one meno. È possibile individuare motivazioni morfologiche a questa difficoltà? Come affrontereste questi due promettenti suffissi in classe, per ottenere risultati soddisfacenti, al pari di quelli ottenuti con -oso?

    In secondo luogo, mi pare davvero molto bello lo spunto sulla sinonimia (o sulla presunta sinonimia): il sole “rabbioso” che per alcuni bambini è “nervoso”, per altri “furioso” e per altri ancora “grintoso”. Entrano in gioco anche le emozioni, con le loro rappresentazioni iconiche. Come sfruttare questa ricchezza di spunti? I nostri bambini ci sorprendono, come possiamo noi sorprendere loro?

    Bella (anche se virante verso il “cacchettico”, ma dai bambini è naturale aspettarselo… Roald Dahl – il genio – docet) l’immagine “puteolente” del sole marrone (e scusate le virgolettate licenze lessicali).

    A voi la parola…

    By Simone Fornara on Feb 16, 2009

  4. Lunedì, per non dimenticare l’arrivo della primavera, ho proposto l’attività degli haiku.
    Ho preso dagli spunti per lavorare con le “scatole poetiche” la seguente proposta:
    e, di, di, fiori, città, vento, marzo, rondini, balconi.
    Ho chiesto agli allievi di fare l’esercizio che ci era stato proposto al penultimo appuntamenento (scrivere qualcosa utilizzando tutte e solo le nove parole).

    I risultati sono stati molto interessanti (ricordo che ho una terza), tutte le bambine hanno cercato di leggere la propria composizione dando un’intonazione che rendesse più chiara e precisa l’immagine descritta dalle 9 parole.
    Abbiamo così riflettuto sulla punteggiatura (come ci era stato suggerito) dal punto di vista “ritmico”, quanto ci si ferma con un punto, come mi intono con un due punti piuttosto che con un punto di domanda.
    In seguito ho chiesto di provare a disegnare ciò che la propria piccola poesia evocava in loro. Molto interessanti anche in questo caso i risultati per il fatto che nel disegno emergono elementi diversi a seconda dell’importanza data loro nella poesia. In alcuni casi sono più importanti i balconi fioriti, in altri le rondini, in altri ancora i bambini hanno cercato di disegnare immagini poetiche come “il vento di rondini” o la “città di balconi”.

    Sono il solo che prova qualcosa?
    :P

    By andrea panizza on Mar 25, 2009

  5. Dopo una riflessione sulla poesia e sui sinonimi (prima di Natale) ho proposto ai bambini di redigere un testo con tema principale la neve, cosa che spesso e volentieri propongo. Considerato il risultato di alcuni di loro e in modo particolare di un bambino desidero semplicemente rendere partecipe tutti di questo testo redatto da un bambino di 10 anni della mia classe(4a).
    (così come scritto da lui.)

    La neve

    La neve è una briciola
    diversa ognuna dall’altra,
    scende con leggiadria
    e con impazienza
    portando simpatia, allegria.
    Ma anche porta un desiderio,
    che non smetta mai!
    Ricopre piano la montagna
    che diventa tutta bella bianca!
    Verrà portando il messaggio
    chiaro
    e forte
    Natale è alle porte!
    E il tempo si fermerà
    Come un orologio rotto
    perché Natale va assaggiato
    piano, piano,
    fino all’ultimo.
    Fino a quando nevicherà
    sembrerà una favola.

    N.4a SE Bironico

    By Edy Zellweger on Gen 12, 2010

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