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	<title>Commenti a: Sulla poesia&#8230;</title>
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	<description>Il blog del corso di Formazione Continua ASP</description>
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		<item>
		<title>Di: Francesco Giudici</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-527</link>
		<dc:creator>Francesco Giudici</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 22:21:45 +0000</pubDate>
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		<description>Ecco una poesia (canzone di Jacques Brel) che offre spunti per una estesa attività (quinta elementare!) da incentrare sulla metafora. L&#039;idea di proporre un testo di questo genere mi viene da Ivano con la sua perorazione dedicata a Guccini. 

Conosco delle Barche

Conosco delle barche che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.

Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una poesia (canzone di Jacques Brel) che offre spunti per una estesa attività (quinta elementare!) da incentrare sulla metafora. L&#8217;idea di proporre un testo di questo genere mi viene da Ivano con la sua perorazione dedicata a Guccini. </p>
<p>Conosco delle Barche</p>
<p>Conosco delle barche che restano nel porto per paura<br />
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.</p>
<p>Conosco delle barche che arrugginiscono in porto<br />
per non aver mai rischiato una vela fuori.</p>
<p>Conosco delle barche che si dimenticano di partire<br />
hanno paura del mare a furia di invecchiare<br />
e le onde non le hanno mai portate altrove,<br />
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.</p>
<p>Conosco delle barche talmente incatenate<br />
che hanno disimparato come liberarsi.</p>
<p>Conosco delle barche che restano ad ondeggiare<br />
per essere veramente sicure di non capovolgersi.</p>
<p>Conosco delle barche che vanno in gruppo<br />
ad affrontare il vento forte al di là della paura.</p>
<p>Conosco delle barche che si graffiano un po’<br />
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.</p>
<p>Conosco delle barche<br />
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,<br />
ogni giorno della loro vita<br />
e che non hanno paura a volte di lanciarsi<br />
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.</p>
<p>Conosco delle barche<br />
che tornano in porto lacerate dappertutto,<br />
ma più coraggiose e più forti.</p>
<p>Conosco delle barche straboccanti di sole<br />
perché hanno condiviso anni meravigliosi.</p>
<p>Conosco delle barche<br />
che tornano sempre quando hanno navigato.</p>
<p>Fino al loro ultimo giorno,<br />
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti<br />
perché hanno un cuore a misura di oceano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: IVANO crotta</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-526</link>
		<dc:creator>IVANO crotta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:49:53 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Antonella, la tua è una bella e delicata idea.
I tuoi allievi si ricorderanno certamente di questi momenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Antonella, la tua è una bella e delicata idea.<br />
I tuoi allievi si ricorderanno certamente di questi momenti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonella</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-525</link>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:32:20 +0000</pubDate>
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		<description>Per il calendario d&#039;avvento ho preparato una poesia per bambino, poesie con giochi di rima, giochi di suoni, testi curiosi, ... Le ho piegate in tre e le ho appese a dei fili che sventolano (questo sarà il mio tocco natalizio). Ogni mattina un bambino sceglierà un biglietto e dovrà allenarsi a leggerla ai compagni per la mattina seguente. Il mio regalo sarà quello di aiutarlo nella lettura (me le sono preparate tutte). Alla fine dell&#039;avvento ogni bambino protrà prendere le poesie che più gli sono piaciute e crearsi un mini libro.
Il mio obiettivo é quello di avvicinarci (eh sì me compresa) a questo mondo. Spero che dopo Natale qualcuno abbia voglia di leggerle ancora alla classe e magari di vederne altre assieme. Spero che possa diventare un rito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per il calendario d&#8217;avvento ho preparato una poesia per bambino, poesie con giochi di rima, giochi di suoni, testi curiosi, &#8230; Le ho piegate in tre e le ho appese a dei fili che sventolano (questo sarà il mio tocco natalizio). Ogni mattina un bambino sceglierà un biglietto e dovrà allenarsi a leggerla ai compagni per la mattina seguente. Il mio regalo sarà quello di aiutarlo nella lettura (me le sono preparate tutte). Alla fine dell&#8217;avvento ogni bambino protrà prendere le poesie che più gli sono piaciute e crearsi un mini libro.<br />
Il mio obiettivo é quello di avvicinarci (eh sì me compresa) a questo mondo. Spero che dopo Natale qualcuno abbia voglia di leggerle ancora alla classe e magari di vederne altre assieme. Spero che possa diventare un rito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simone Fornara</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-523</link>
		<dc:creator>Simone Fornara</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 17:30:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/?p=219#comment-523</guid>
		<description>Nella pagina &quot;Documenti&quot;, accessibile tramite password, è disponibile il pdf delle slide usate da Ivano durante l&#039;incontro 3, sulla poesia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nella pagina &#8220;Documenti&#8221;, accessibile tramite password, è disponibile il pdf delle slide usate da Ivano durante l&#8217;incontro 3, sulla poesia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Prisca e Patrizia</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-522</link>
		<dc:creator>Prisca e Patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 16:45:56 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla poesia...

b) Rispondere in maniera più articolata a una sola domanda.

5) Come proporre poesia alla Scuola Elementare?



Nel primo ciclo per avvicinare i nostri allievi alla poesia proponiamo delle filastrocche.

- Lettura espressiva della filastrocca da parte del docente.
- In classe ogni giorno ripetiamo una parte della filastrocca fino a quando tutti l’hanno memorizzata interamente.
- Una volta memorizzata facciamo dei giochi collettivi: gioco del “plouf” (ogni allievo a turno dice una riga della filastrocca) / per ogni riga si cambia il tono di voce (sottovoce, normale, forte) secondo le nostre indicazioni / cambiare la voce secondo il contenuto / classe divisa in due gruppi si intercala nella recitazione / quando possibile il testo è accompagnato da gesti.
- Ricerca delle rime e trovare altre parole in rima.
Esempio:
Un ragnetto pelosetto
è salito in cima al tetto;
...

--&gt; sacchetto, paletto, pacchetto, giacchetto, ...
- Scrivere individualmente la filastrocca rispettando “l’andare a capo di ogni riga”. Non viene richiesta la punteggiatura.
- Consegna del testo e autocorrezione individuale.
- Inventare collettivamente, tenendo conto delle rime, una filastrocca.

Esempio:
Il ragnetto della filastrocca diventa gallina:

Una gallina pasticciona
sta seduta in poltrona;
...


Obiettivi:
- Esercitare la memoria
- Pronunciare correttamente la parole
- Consolidare l’ortografia


Criteri per la scelta delle filastrocche:
- Testi divertenti
- Testi legati ad attività di ambiente. Es. stagioni, mesi, ...
- Testi che si prestano a rappresentazioni mentali per facilitare la memorizzazione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla poesia&#8230;</p>
<p>b) Rispondere in maniera più articolata a una sola domanda.</p>
<p>5) Come proporre poesia alla Scuola Elementare?</p>
<p>Nel primo ciclo per avvicinare i nostri allievi alla poesia proponiamo delle filastrocche.</p>
<p>- Lettura espressiva della filastrocca da parte del docente.<br />
- In classe ogni giorno ripetiamo una parte della filastrocca fino a quando tutti l’hanno memorizzata interamente.<br />
- Una volta memorizzata facciamo dei giochi collettivi: gioco del “plouf” (ogni allievo a turno dice una riga della filastrocca) / per ogni riga si cambia il tono di voce (sottovoce, normale, forte) secondo le nostre indicazioni / cambiare la voce secondo il contenuto / classe divisa in due gruppi si intercala nella recitazione / quando possibile il testo è accompagnato da gesti.<br />
- Ricerca delle rime e trovare altre parole in rima.<br />
Esempio:<br />
Un ragnetto pelosetto<br />
è salito in cima al tetto;<br />
&#8230;</p>
<p>&#8211;&gt; sacchetto, paletto, pacchetto, giacchetto, &#8230;<br />
- Scrivere individualmente la filastrocca rispettando “l’andare a capo di ogni riga”. Non viene richiesta la punteggiatura.<br />
- Consegna del testo e autocorrezione individuale.<br />
- Inventare collettivamente, tenendo conto delle rime, una filastrocca.</p>
<p>Esempio:<br />
Il ragnetto della filastrocca diventa gallina:</p>
<p>Una gallina pasticciona<br />
sta seduta in poltrona;<br />
&#8230;</p>
<p>Obiettivi:<br />
- Esercitare la memoria<br />
- Pronunciare correttamente la parole<br />
- Consolidare l’ortografia</p>
<p>Criteri per la scelta delle filastrocche:<br />
- Testi divertenti<br />
- Testi legati ad attività di ambiente. Es. stagioni, mesi, &#8230;<br />
- Testi che si prestano a rappresentazioni mentali per facilitare la memorizzazione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Monica e Marika</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-521</link>
		<dc:creator>Monica e Marika</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 11:20:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/?p=219#comment-521</guid>
		<description>1. La poesia è il tipo di testo più personale che esista. Nasce da parole colme di sentimenti e esperienze dello scrittore. Apprezzare la poesia è avvicinarsi e capire chi l&#039;ha scritta.

2. La poesia si può trovare ovunque, basta aprire il proprio cuore e lasciarsi trascinare dai sentimenti e dalle emozioni di chi le scrive.

3. Qualche volta ho sentito dire che la violenza nasce anche dal fatto che i ragazzi di oggi non sanno esprimersi in altro modo, non sanno usare le parole. La poesia potrebbe stimolare l&#039;emergere di emozioni delle quali non sono abituati a parlare.

4. Una poesia non è un semplice testo, riuscire a leggerlo e a capirlo può far nascere in noi una certa sensibilità. Non si può rimanere indifferenti. La poesia ci dà la possibilitâ di soffermarci anche sulle cose più semplici.

5. Non partire dall&#039;analisi metrica, ma prediligere la presa di coscienza della forza emotiva che essa sprigiona.

6. Prima di tutto dobbiamo leggerla e rileggerla e mettere per iscritto tutto ciò che abbiamo provato leggendola. Poi sicuramente in un secondo momento analizzarla più approfonditamente.

7. Sicuramente attendere o creare la buona occasione!

8. Certamente prediligere scelte atte a scaturire determinate discussioni tra il gruppo classe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1. La poesia è il tipo di testo più personale che esista. Nasce da parole colme di sentimenti e esperienze dello scrittore. Apprezzare la poesia è avvicinarsi e capire chi l&#8217;ha scritta.</p>
<p>2. La poesia si può trovare ovunque, basta aprire il proprio cuore e lasciarsi trascinare dai sentimenti e dalle emozioni di chi le scrive.</p>
<p>3. Qualche volta ho sentito dire che la violenza nasce anche dal fatto che i ragazzi di oggi non sanno esprimersi in altro modo, non sanno usare le parole. La poesia potrebbe stimolare l&#8217;emergere di emozioni delle quali non sono abituati a parlare.</p>
<p>4. Una poesia non è un semplice testo, riuscire a leggerlo e a capirlo può far nascere in noi una certa sensibilità. Non si può rimanere indifferenti. La poesia ci dà la possibilitâ di soffermarci anche sulle cose più semplici.</p>
<p>5. Non partire dall&#8217;analisi metrica, ma prediligere la presa di coscienza della forza emotiva che essa sprigiona.</p>
<p>6. Prima di tutto dobbiamo leggerla e rileggerla e mettere per iscritto tutto ciò che abbiamo provato leggendola. Poi sicuramente in un secondo momento analizzarla più approfonditamente.</p>
<p>7. Sicuramente attendere o creare la buona occasione!</p>
<p>8. Certamente prediligere scelte atte a scaturire determinate discussioni tra il gruppo classe.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: anna</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-520</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:03:11 +0000</pubDate>
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		<description>1) La poesia è la libertà di non dover rispondere alla domanda &quot;Cosa vuole dirci il poeta?&quot;, ma di rispondere ugualmente alla domanda. Nei modi suggeriti dal genere: personali, impliciti, interiori, tortuosi, intriganti,divertenti, malinconici o tristi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1) La poesia è la libertà di non dover rispondere alla domanda &#8220;Cosa vuole dirci il poeta?&#8221;, ma di rispondere ugualmente alla domanda. Nei modi suggeriti dal genere: personali, impliciti, interiori, tortuosi, intriganti,divertenti, malinconici o tristi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ivan Zorzi</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-519</link>
		<dc:creator>Ivan Zorzi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 19:52:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/?p=219#comment-519</guid>
		<description>Perché è importante proporre poesia alla Scuola Elementare? 

Premetto che, pur riconoscendone l&#039;importanza, non propongo regolarmente momenti di poesia ai miei allievi, e di questo un po&#039; mi rammarico. La poesia è importante, non v&#039;è dubbio. È importante perché ci permette di entrare nel mondo delle emozioni, di muoverle, ma anche di filtrarle. La poesia ci prende per mano e ci guida in questo delicato mondo, a volte con slancio, inebriandoci; a volte lentamente, facendoci riflettere; a volte ancora, guidandoci attraverso cristalli di ricordi, di paure e di mistero per arrivare dove il pensiero logico non ci può portare.
Questa mattina alla radio parlavano di poesia. Una citazione in particolare mi è rimasta impressa; diceva più o meno così: la poesia arriva dove la filosofia non riesce ad arrivare.
Se ne riconosco l&#039;importanza, vorrei però anche porre qualche dubbio sull&#039;eventuale abuso di poesia. Voglio dire, anche muovere troppo le emozioni, può avere qualche controindicazione. Un certo equilibrio è auspicabile. Perché se un giorno magari volentieri m&#039;illumino d&#039;immenso o me ne sto sull&#039;uscio a rimirare, gli altri preferirei stare tra le vie del borgo, tra quelli che voglion esser lieti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perché è importante proporre poesia alla Scuola Elementare? </p>
<p>Premetto che, pur riconoscendone l&#8217;importanza, non propongo regolarmente momenti di poesia ai miei allievi, e di questo un po&#8217; mi rammarico. La poesia è importante, non v&#8217;è dubbio. È importante perché ci permette di entrare nel mondo delle emozioni, di muoverle, ma anche di filtrarle. La poesia ci prende per mano e ci guida in questo delicato mondo, a volte con slancio, inebriandoci; a volte lentamente, facendoci riflettere; a volte ancora, guidandoci attraverso cristalli di ricordi, di paure e di mistero per arrivare dove il pensiero logico non ci può portare.<br />
Questa mattina alla radio parlavano di poesia. Una citazione in particolare mi è rimasta impressa; diceva più o meno così: la poesia arriva dove la filosofia non riesce ad arrivare.<br />
Se ne riconosco l&#8217;importanza, vorrei però anche porre qualche dubbio sull&#8217;eventuale abuso di poesia. Voglio dire, anche muovere troppo le emozioni, può avere qualche controindicazione. Un certo equilibrio è auspicabile. Perché se un giorno magari volentieri m&#8217;illumino d&#8217;immenso o me ne sto sull&#8217;uscio a rimirare, gli altri preferirei stare tra le vie del borgo, tra quelli che voglion esser lieti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-518</link>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:04:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/?p=219#comment-518</guid>
		<description>Domanda abbastanza facile?
Non condivido...
Per me è difficilissima e, mi chiedo, c&#039;è una risposta che vale per tutti?

MI trovo in grande difficoltà nel parlare di poesia, anche perchè tutti ne parlate benissimo, mentre per me conta molto meno.

No, non sono freddo, provo anch&#039;io dei sentimenti, provo emozioni (mi commuovo pure spesso e volentieri).
Però la poesia non mi scalda, non mi prende, non mi manca quando non c&#039;è.

Trovo la poesia, intesa come la capacità di dare emozioni, di suggestionare, di toccare i sentimenti in molte forme aristiche.
La trovo nei cigni di Mattia Polli (http://www.mattiapolli.ch/pagina1.htm), nei quadri di Signac, nei film (anche in quelli animati, come non commuoversi con davanti a Wall-e, Up o &quot;una tomba per le lucciole&quot;?).
La trovo nei romanzi, nelle fotografie, nei romanzi a fumetti (penso, in questo momento, a &quot;Paul ha un lavoro estivo&quot;).
La trovo nelle lettere, nei bigliettini (a volte in rima), qualche volte l&#039;ho trovata anche in qualche mail o sms...

Fatico per contro ad emozionarmi con le poesie, quelle &quot;vere&quot; fatte di parole, eventualmente versi, strofe, rime...
A meno che, la poesia, l&#039;abbia scritta qualcuno che mi sta vicino, che conosco.
Oltretutto non riesco a ricordarmene una a memoria, neanche  a rileggerla tutti i giorni o tenendola sempre sotto gli occhi. 

Porto raramente poesie in classe. Quest&#039;anno faccio uno scambio con una collega che, un&#039;ora alla settimana, propone delle attività di poesia alla mia classe. 

Ho scritto qualche volta qualche verso,
ho trovato qualche rima, magari per mandare un messaggio a qualcuno; per regalare un&#039;emozione.
Spesso (e volentieri) in dialetto.
Lingua che mi emoziona di più, che sento più vicina all&#039;anima. Forse anche per questo, la poesia in italiano mi emoziona raramente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda abbastanza facile?<br />
Non condivido&#8230;<br />
Per me è difficilissima e, mi chiedo, c&#8217;è una risposta che vale per tutti?</p>
<p>MI trovo in grande difficoltà nel parlare di poesia, anche perchè tutti ne parlate benissimo, mentre per me conta molto meno.</p>
<p>No, non sono freddo, provo anch&#8217;io dei sentimenti, provo emozioni (mi commuovo pure spesso e volentieri).<br />
Però la poesia non mi scalda, non mi prende, non mi manca quando non c&#8217;è.</p>
<p>Trovo la poesia, intesa come la capacità di dare emozioni, di suggestionare, di toccare i sentimenti in molte forme aristiche.<br />
La trovo nei cigni di Mattia Polli (<a href="http://www.mattiapolli.ch/pagina1.htm)" rel="nofollow">http://www.mattiapolli.ch/pagina1.htm)</a>, nei quadri di Signac, nei film (anche in quelli animati, come non commuoversi con davanti a Wall-e, Up o &#8220;una tomba per le lucciole&#8221;?).<br />
La trovo nei romanzi, nelle fotografie, nei romanzi a fumetti (penso, in questo momento, a &#8220;Paul ha un lavoro estivo&#8221;).<br />
La trovo nelle lettere, nei bigliettini (a volte in rima), qualche volte l&#8217;ho trovata anche in qualche mail o sms&#8230;</p>
<p>Fatico per contro ad emozionarmi con le poesie, quelle &#8220;vere&#8221; fatte di parole, eventualmente versi, strofe, rime&#8230;<br />
A meno che, la poesia, l&#8217;abbia scritta qualcuno che mi sta vicino, che conosco.<br />
Oltretutto non riesco a ricordarmene una a memoria, neanche  a rileggerla tutti i giorni o tenendola sempre sotto gli occhi. </p>
<p>Porto raramente poesie in classe. Quest&#8217;anno faccio uno scambio con una collega che, un&#8217;ora alla settimana, propone delle attività di poesia alla mia classe. </p>
<p>Ho scritto qualche volta qualche verso,<br />
ho trovato qualche rima, magari per mandare un messaggio a qualcuno; per regalare un&#8217;emozione.<br />
Spesso (e volentieri) in dialetto.<br />
Lingua che mi emoziona di più, che sento più vicina all&#8217;anima. Forse anche per questo, la poesia in italiano mi emoziona raramente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Edy Zellweger</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/2009/10/02/sulla-poesia/comment-page-1/#comment-517</link>
		<dc:creator>Edy Zellweger</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 20:01:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://aspti.ch/blogs/insegnareitaliano/?p=219#comment-517</guid>
		<description>Che cos’è la poesia?
Di primo acchito sembrerebbe una domanda abbastanza facile, a cui molto spesso quali docenti siamo confrontati. A chi non è mai capitato di sentirsi chiedere da un bambino che cos’è questo o quell’altro? E solitamente rispondiamo con frasi, parole alquanto semplici o con sinonimi. Partendo proprio da quest’ultimo suggerimento oserei definire la poesia come arte poetica, suggerita anche nell’etimologia della parola “poiesis” . Ecco quindi che poesia richiama il fare, l’agire tecnico o produttivo di cui accennava già Aristotele. &quot;L&#039;agire tecnico (poiesis), o produttivo, è quello proprio dell&#039;artigiano: esso è guidato dall&#039;idea (eidos) o modello dell&#039;oggetto da produrre e trova la sua perfezione nell&#039;abilità (techne) operativa posseduta. L&#039;azione in questo contesto è solo il mezzo necessario al raggiungimento del fine, ma non è il fine stesso; in questo caso infatti il fine è il prodotto, diverso dall&#039;azione, il quale prodotto comincia ad esistere solo al termine dell&#039;azione.&quot;(http://xoomer.virgilio.it/rcarsill/).  Di  conseguenza la poesia risulterebbe essere il prodotto di un&#039;azione, ma non sarebbe l’azione stessa. 
Proseguendo poi con il gioco di parole  e andando a spulciare nella tesoreria informatizzata, luogo detto più comunemente Thesaurus (ma mi sembrava troppo semplice) ecco venirci in aiuto sostantivi quali evasione, astrazione, chimera, fantasticheria, idealità, lirismo, bellezza, ispirazione, suggestione,… La poesia è dunque tutto ciò? A questo punto è doveroso soffermarsi, riflettendo per alcune righe anche su questi termini. In effetti tutto ci spiegano tranne come la poesia possa essere anche libertà d’espressione ed espressione di sentimenti caratterizzanti una realtà ben definita. Eppure qualche Poeta (e notate la P maiuscola) non si è sicuramente dimenticato di trattare questi aspetti nei suoi versi. Saranno stati forse troppo negativi per ricordarli, o saranno stati troppo positivi per dimenticarli? La poesia diventa quindi anche lo specchio della realtà stessa, portandosi dietro tutti i vissuti del proprio autore. Ricordiamo poi che chi ci scrive, lo fa usando i  cinque sensi e di conseguenza la poesia è anche olfatto, udito, gusto, suono e tatto.
In conclusione, considerando che oggigiorno abbiamo molti più scrittori che lettori e che è nostro compito quali docenti cercare almeno di riequilibrare la bilancia, favorendo la lettura di poesie (tra l’altro corte rispetto alla prosa) per far fare dei viaggi per proprio conto ai bambini (e non solo) abituandoli alla lentezza e alla precisione in mondo frenetico che non permette loro delle pause, ma anche il regalargli della parole, perché la poesia è anche questo, credo di poter rispondere alla domanda iniziale dicendo semplicemente che la poesia è qualcosa di forse troppo denso per essere spiegato con un solo termine, oserei quindi affermare che è una parola caduta nello stagno!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che cos’è la poesia?<br />
Di primo acchito sembrerebbe una domanda abbastanza facile, a cui molto spesso quali docenti siamo confrontati. A chi non è mai capitato di sentirsi chiedere da un bambino che cos’è questo o quell’altro? E solitamente rispondiamo con frasi, parole alquanto semplici o con sinonimi. Partendo proprio da quest’ultimo suggerimento oserei definire la poesia come arte poetica, suggerita anche nell’etimologia della parola “poiesis” . Ecco quindi che poesia richiama il fare, l’agire tecnico o produttivo di cui accennava già Aristotele. &#8220;L&#8217;agire tecnico (poiesis), o produttivo, è quello proprio dell&#8217;artigiano: esso è guidato dall&#8217;idea (eidos) o modello dell&#8217;oggetto da produrre e trova la sua perfezione nell&#8217;abilità (techne) operativa posseduta. L&#8217;azione in questo contesto è solo il mezzo necessario al raggiungimento del fine, ma non è il fine stesso; in questo caso infatti il fine è il prodotto, diverso dall&#8217;azione, il quale prodotto comincia ad esistere solo al termine dell&#8217;azione.&#8221;(http://xoomer.virgilio.it/rcarsill/).  Di  conseguenza la poesia risulterebbe essere il prodotto di un&#8217;azione, ma non sarebbe l’azione stessa.<br />
Proseguendo poi con il gioco di parole  e andando a spulciare nella tesoreria informatizzata, luogo detto più comunemente Thesaurus (ma mi sembrava troppo semplice) ecco venirci in aiuto sostantivi quali evasione, astrazione, chimera, fantasticheria, idealità, lirismo, bellezza, ispirazione, suggestione,… La poesia è dunque tutto ciò? A questo punto è doveroso soffermarsi, riflettendo per alcune righe anche su questi termini. In effetti tutto ci spiegano tranne come la poesia possa essere anche libertà d’espressione ed espressione di sentimenti caratterizzanti una realtà ben definita. Eppure qualche Poeta (e notate la P maiuscola) non si è sicuramente dimenticato di trattare questi aspetti nei suoi versi. Saranno stati forse troppo negativi per ricordarli, o saranno stati troppo positivi per dimenticarli? La poesia diventa quindi anche lo specchio della realtà stessa, portandosi dietro tutti i vissuti del proprio autore. Ricordiamo poi che chi ci scrive, lo fa usando i  cinque sensi e di conseguenza la poesia è anche olfatto, udito, gusto, suono e tatto.<br />
In conclusione, considerando che oggigiorno abbiamo molti più scrittori che lettori e che è nostro compito quali docenti cercare almeno di riequilibrare la bilancia, favorendo la lettura di poesie (tra l’altro corte rispetto alla prosa) per far fare dei viaggi per proprio conto ai bambini (e non solo) abituandoli alla lentezza e alla precisione in mondo frenetico che non permette loro delle pause, ma anche il regalargli della parole, perché la poesia è anche questo, credo di poter rispondere alla domanda iniziale dicendo semplicemente che la poesia è qualcosa di forse troppo denso per essere spiegato con un solo termine, oserei quindi affermare che è una parola caduta nello stagno!</p>
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