Il GGG proposto da Alessandra Cereda

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il-ggg1Sofia, una bambina orfana, una notte vede un’ombra grande. Quest’ombra è di un gigante. La bambina viene catturata e portata in una grotta nel paese dei giganti.
Sofia inizialmente è molto impaurita, ma presto capisce che si tratta di un gigante buono e vegetariano. In questo paese però vivono altri giganti molto cattivi che si cibano di esseri umani.
Il GGG (Il Grande Gigante Gentile) e Sofia vogliono fermarli e catturarli, ma da soli non ci riescono.
Allora decidono di chiedere aiuto alla Regina d’Inghilterra. In questo modo riescono a catturare i giganti cattivi. Come ricompensa il GGG e Sofia sono invitati ad andare a vivere in castello pieno di regali fatti dai Re e dalle Regine di tutto il mondo.
Roald Dahl, famoso scrittore di libri dedicati ai bambini (tra i quali: “La fabbrica di cioccolato” e “Matilde”), con il GGG riesce a catturare l’attenzione di un pubblico, a mio parere, molto vasto. Per i più piccoli (intendo bambini a partire dal secondo ciclo di scuole elementari) si tratta di una lettura divertente e di facile comprensione; questo però lo può essere anche per il lettore adulto. (testo di: Alessandra Cereda, studentessa ASP II corso SE)

Roald Dahl, Il Grande Gigante Gentile, Salani Editrice (collana Gl’Istrici), traduzione di Donatella Ziliotto, Salani, 1987 (I ed. italiana), 222 pag.

Streghetta mia proposta di Valentina Rizzello

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streghetta-mia

“Streghetta mia” è la storia di Asdrubale Tirinnanzi, un giovane dall’aspetto disgustoso, scansafatiche e avido di denaro come pochi altri, che un giorno ha la fortuna di ricevere in eredità dal proprio pro-zio Sempronio una cospicua somma. La condizione per poter fruire di questa ricchezza, secondo quanto lasciato scritto nel testamento, è una e ben chiara: il ragazzo dovrà sposarsi entro un anno dalla morte del proprio pro-zio. La curiosità del racconto sta nel fatto che questo matrimonio dovrà però avvenire con una strega, con una vera e propria strega!
La domanda sorge spontanea: come trovare una strega? E soprattutto, come riconoscerla? Ecco che, dopo un’accurata ricerca sulla caratteristiche di una strega, Asdrubale si imbatterà negli Zep, una famiglia comune, composta da ben sette figli, in cui pare proprio esserci una bella fanciulla dai capelli rossi, colore che il giovane ha scoperto essere tipico delle streghe. Ma questa fanciulla sarà davvero una strega? E Asdrubale troverà il modo di impossessarsi dei soldi del pro-zio?
Un classico della letteratura per bambini, una storia divertente e coinvolgente, per chi ha voglia di lasciarsi trasportare dalla fantasia e dalla simpatia dei personaggi che ne fanno parte (Valentina Rizzello, studentessa ASP III corso SE).

Bianca Pitzorno, Streghetta mia, Einaudi Ragazzi (Collana Rime e suoni), 1993, pag. 128

Libri con le ali

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skelligHo terminato da poco la lettura di un libro per ragazzi decisamente particolare: si tratta di Skellig, di David Almond.

L’autore è un noto scrittore anglosassone che scrive narrativa per ragazzi che risulta godibilissima anche per gli adulti. Il romanzo ha una storia editoriale strana: pubblicato in Inghilterra nel 1998 e l’anno successivo in Italia (Mondadori) è poi uscito dal catalogo e ristampato quest’anno da Salani, a seguito anche del grande successo che ha portato a farne un adattamento teatrale e persino un’opera lirica mentre si sta preparando anche la versione cinematografica.

Non vi anticipo niente della trama, vi dico solo che piacerà a chi piace guardare il mondo da prospettive nuove e vi rimando all’intervista all’autore trasmessa da Lilliput questa settimana e alla recensione di Giorgia Grilli pubblicata sulla Stampa.it libri lo scorso 20 aprile.

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I libri della pratica professionale

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Buona parte di voi sta vivendo ora l’esperienza della pratica professionale. Ho scelto di indicarvi un libro per ogni settore che potrebbe essere usato per una lettura continuata da parte vostra. Come ogni scelta, è il risultato di gusti personali e dunque opinabili e di ipotesi (fondate su una certa esperienza, almeno indiretta) su quelli che potrebbero essere i gusti degli allievi.

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Piccoli brividi da lettura

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piccoli-brividi1Nelle discussioni che sono avvenute in parte in classe e in parte su questo blog è emerso come la lettura possa spesso fungere da vettore per emozioni forti quali la paura e del fascino che queste emozioni sembrano esercitare su adulti e bambini. Alcuni di voi hanno citato, tra i libri di avventura della propria infanzia, la collana “I piccoli brividi”. Si tratta di una collana nata negli Stati Uniti con il nome originario di Goosebumps (vale a dire “pelle d’oca”) composta da testi di R. L. Stin la cui prima pubblicazione (Welcome to Dead House) risale al 1972 ed è stata pubblicata in Italia con il titolo La casa della morte due anni più tardi. Il successo di questa serie è evidente: 61 volumi pubblicati nella prima serie (fino al 1999) e un’altra ottantina circa con la seconda serie (dal titolo Serie 2000).

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Libri che marcano l’infanzia

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Piuttosto che individuare un libro che ha marcato la mia infanzia, è più agevole indicare il genere di libri che mi ha accompagnato in questo periodo della vita; si tratta dei libri di avventura. Da Pinocchio di Carlo Collodi ai libri di Emilio Salgari (con i diversi volumi che appartengono al ciclo dei Pirati della Malesia, con personaggi e ambientazioni indimenticabili quali Sandokan e la Malesia). Altri pilastri di questo genere sono Robinson Crusoe di Daniel Defoe e L’isola del tesoro di Stevenson (che nei giorni di agosto di calma piatta giornalistica è viene regolarmente ripubblicato a puntate su un quotidiano ticinese!). Antonio Faeti, professore ordinario di letteratura per l’infanzia dell’Università di Bologna, in un suo storico saggio I diamanti in cantina. Come leggere la letteratura per ragazzi (1995) dice, a proposito dell’Avventura.

L’Avventura potrebbe essere fatta dalla stessa sostanza delle stagioni: deve, come loro, moltissimo alla nostra capacità di percepire, di rammentare, di vivere le emozioni, di collegarci ai fatti. (p. 312)

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Il piacere della lettura

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Aidan Chambers, noto autore di romanzi per giovani adulti, sostiene che il piacere della lettura deriva fondamentalmente dalla condivisione dell’entusiasmo che un certo libro ha suscitato in noi. Tale condivisione avviene, in prima battuta, attraverso l’espressione di una sintesi della trama con l’aggiunta di un commento su ciò che ci è piaciuto o non ci è piaciuto. Solo successivamente si passerebbe alla discussione sul significato e questo passaggio sarebbe caratterizzato da uno scambio di vedute sugli interrogativi che il testo pone al lettore. Uno degli elementi fondamentali nella discussione intorno al significato consisterebbe nel riconoscere la ricorrenza di elementi formali e narrativi della storia paragonando il mondo al testo e un testo all’altro.

Riporto un passaggio significativo tratto dal volume di Chambers Il piacere di leggere e come non ucciderlo, Sonda Editrice, 2006, un saggio fondato su un’ottica prettamente didattica, di cui si trova traccia nel sottotitolo: Come imparare a leggere con i bambini e i ragazzi. Read the rest of this entry »

Libri che tengono svegli la notte

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Questo è stato il primo libro che mi ha tenuta sveglia la notte. E’ un libro molto noto (per le informazioni vedi qui); ciò che l’ha reso affascinante è stata la capacità dell’autore di raccontare una vicenda in equilibrio tra storiografia e cronaca, vicenda tessuta magistralmente su un intreccio narrativo avvincente nel quale si innestano personaggi indimenticabili.
Qualcuno di voi l’ha letto e vuole lasciare una traccia della sua lettura?

Benvenuti!

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Comincia qui lo scambio di idee e opinioni intorno ai libri e al piacere della lettura.

Ricordate la canzone di Enzo JannacciQuelli che…“? Ho provato a ipotizzare di  riscrivere una strofa di questa canzone riferendo “quelli” ai libri, aggiungendo qualche commento.

La mia riscrittura farebbe più o meno così:

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