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	<title>ICT tra formazione e apprendimento &#187; web2.0</title>
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	<description>Apprendere, formarsi, comunicare ed essere critici con le ICT</description>
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		<title>Diritti d&#8217;autore e dintorni nella didattica</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi, come docente o studente, non si è mai confrontato col tema del diritto  d&#8217;autore nel mondo delle informazioni condivise di oggi, via  internet? Pochi o nessuno! Infatti, questo è un tema che ricorre spesso  nell&#8217;ambito della didattica di classe, ma soprattutto della didattica  oltre la classe, per via asincrona, supportata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-690" style="margin-bottom: 5px;margin-right: 5px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2010/04/copyright.jpg" alt="copyright" width="423" height="160" />Chi, come docente o studente, non si è mai confrontato col tema del <strong>diritto  d&#8217;autore</strong> nel mondo delle informazioni condivise di oggi, via  internet? Pochi o nessuno! Infatti, questo è un tema che ricorre spesso  nell&#8217;ambito della didattica di classe, ma soprattutto della didattica  oltre la classe, per via asincrona, supportata da servizi del web2.0. Quali sono le avvertenze da fornire ai docenti che usano &#8211; o vorrebbero  usare &#8211; documenti di varia natura nei loro corsi? Rispettivamente, quali  diritti posso attribuire alle mie produzioni formative inserite in  rete?</p>
<p>Senza essere esaustivo, propongo alcune informazioni essenziali per  meglio orientarsi, ricordando che siamo nell&#8217;ambito del <strong>diritto  d&#8217;autore</strong>, ambito in cui da poco tempo è possibile usare dei diritti  di protezione meno restrittivi. Penso all&#8217;impiego dei <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons" target="_blank">Creative  Commons</a> (CC)</strong> che sono orientati alla condivisione e agli  utilizzi pubblici soprattutto di materiale digitale. Ritornerò sul tema  dei Creative Commons.</p>
<p>Questi consigli sono tratti da  &#8220;<strong>Pubblicare e scaricare da  Internet Qualche riflessione&#8221; &#8211; 2009, Cancelleria dello Stato</strong> (<a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/11/12/pubblicare-e-scarica-da-internet-qualche-riflessione/" target="_blank">vedi</a>)</p>
<p><strong>Ricerca in Internet</strong><br />
È possibile utilizzare tutti i testi e le immagini che si scaricano da  Internet per la didattica. Se uno studente prepara una presentazione o  una ricerca per la scuola, gli è quindi permesso inserire i contenuti  che ha trovato in Internet. Dovrà però sempre <strong>citare le fonti</strong> del  materiale che ha utilizzato. Non è consentito invece utilizzare questo materiale sul proprio sito web  o su quello della scuola.</p>
<p><strong>Pubblicazioni sul sito della scuola (o su un blog)</strong><br />
In generale è importante distinguere tra le pubblicazioni sul server  interno alla scuola (Intranet) e la pubblicazione su Internet. Il sito  Intranet della scuola è a scopo didattico. Visto che è accessibile solo  ad allievi e docenti, tutto ciò che vi si pubblica è considerato una  riproduzione per informazione interna a un istituto; citando l’autore e  tenendo conto di alcune eccezioni, la pubblicazione è possibile. Non è invece possibile (senza il consenso dell’autore) la pubblicazione  in Internet, a meno che siano protetti con specifici CC.</p>
<p><strong>Video registrati alla TV, acquistati o noleggiati</strong><br />
Un docente può registrare programmi radio o televisivi per mostrarli  agli allievi in classe. Non può però salvarli integralmente sul sito  interno alla scuola (Intranet); è possibile unicamente pubblicare degli  estratti di queste opere.<br />
Su Internet invece non è possibile alcuna pubblicazione, nemmeno di  estratti (a meno che i video non siano stati realizzati dalla scuola  stessa). L&#8217;uso di filmati provenienti e pubblicati da altri siti è  permesso ( via &#8220;embedded&#8221;), visto che la fonte viene mostrata.</p>
<p><strong>Testi e immagini non realizzati dalla scuola</strong><br />
Pubblicare testi o immagini sul sito interno della scuola è possibile;  per quanto riguarda il sito Internet al contrario non lo è, a meno che  non si abbia il consenso dell’autore o siano protetti da specifici  diritti CC.</p>
<p><strong>Testi e immagini realizzati da un docente/studente in seno  all’attività didattica</strong><br />
Se un’opera (testi, fotografie, filmati,&#8230;) viene realizzata da un  docente &#8211; o studente maggiorenne -  nell’ambito del suo lavoro, i  diritti d’autore appartengono alla Scuola (anche se l’autore è il  docente).</p>
<p><strong>Opere di allievi </strong><br />
Per pubblicare opere di allievi in Internet occorre la loro  autorizzazione. Se l’allievo è minorenne occorre il consenso dei  genitori.</p>
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		<title>Competenze degli allievi per rapporto a strumenti ICT</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 08:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando i programmi scolastici saranno impostati in funzione delle competenze e non più degli obiettivi, il saper usare strumenti ICT (computer, periferiche e oggetti tecnologici) e servizi informatici (da Twitter a wikipedia, passando per Google), diventerà un fatto normale.
Un&#8217;avvisaglia di questa tendenza si intravvede in discorsi emergenti in cui le competenze sono sempre più considerate. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-656" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2010/02/skill.jpg" alt="Group of young laptop users" width="402" height="112" />Quando i <strong>programmi scolastici</strong> saranno impostati i<strong>n funzione delle competenze</strong> e non più degli obiettivi, il saper usare strumenti ICT (computer, periferiche e oggetti tecnologici) e servizi informatici (da Twitter a wikipedia, passando per Google), diventerà un fatto normale.</p>
<p>Un&#8217;avvisaglia di questa tendenza si intravvede in discorsi emergenti in cui le competenze sono sempre più considerate. Prendiamo per esempio l&#8217;idea avanzata all&#8217;interno della riforma dei  programmi della scuola primaria inglese (progetto Rose). Ne ha anche scritto <strong>Norberto Bottani</strong> in un suo post (<a href="http://www.oxydiane.net/spip.php?article387" target="_blank">vedi</a>).<br />
Riportiamo di seguito uno stralcio del suo scritto che interessa il nostro ambito, come <strong>stimolo di riflessione e fonte di discussione</strong>.<br />
I temi attorno ai quali ruoterebbe la scuola primaria sarebbero meno rispetto alle classiche materie scolastiche.<br />
In questa proposta inglese, le novità concernono <strong>l&#8217;insieme dei contenuti che</strong> &#8220;<em>…  è descritto in termini di competenze da conseguire entro la fine della scuola primaria. Il nuovo programma afferma che gli allievi dovranno, entro la fine della scuola primaria, sapere usare una tastiera di computer, consultare Wikipedia, utilizzare le applicazioni di comunicazione in rete come Twitter, redigere un testo con un’applicazione di trattamento di testo, utilizzare un correttore automatico dell’ortografia e della grammatica, consultare in linea i dizionari, gestire un blog personale, ecc.</em>&#8220;</p>
<p>Questo <strong>cambio di paradigma</strong> ci fa capire come questo discorsi di integrazione delle ICT e di valorizzazione delle competenze -  coscientemente o meno &#8211; siano ancora omeopatici nell&#8217;ambito della Scuola ticinese.</p>
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		<title>Web e SM: fase propedeutica terminata</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/18/web-e-sm-fase-propedeutica-terminata/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 07:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni di fine 2009 sono entrati in funzione i nuovi siti web di alcune Scuole Medie cantonali che hanno come supporto informatico un sistema di CMS (Content Management System). Questo sistema, una volta impostato in grandi linee, permette di comunicare ai vari utenti di una scuola (allievi, docenti, genitori) le informazioni pertinenti senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-622" style="margin-top: 5px;margin-bottom: 5px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/12/web_site.jpg" alt="web_site" width="256" height="192" />In questi giorni di fine 2009 sono entrati in funzione i <strong>nuovi siti web di alcune Scuole Medie cantonali</strong> che hanno come supporto informatico un sistema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system" target="_blank">CMS (Content Management System)</a>. Questo sistema, una volta impostato in grandi linee, permette di comunicare ai vari utenti di una scuola (allievi, docenti, genitori) le informazioni pertinenti senza che si debba conoscere un applicativo o un linguaggio particolari.<br />
Con questo sistema il contenuto e il target possono interagire senza grandi filtri tecnici, in modo molto più semplici che con &#8220;vecchie&#8221; tecnologie (siti statici).</p>
<p>Questa disponibilità di siti web di SM in CMS è il compimento di un <strong>progetto iniziato all&#8217;ASP a fine 2005</strong> nell&#8217;ambito dell&#8217;offensiva federale utile all&#8217;integrazione del ICT. Infatti, d&#8217;accordo con l&#8217;UIM (ufficio Insegnamento Medio) si era inoltrato un progetto che andava in questo senso. Denominato <strong>&#8220;Piattaforma ICT per le SM&#8221;, il progetto aveva ottenuto un riconoscimento</strong> e un sussidio ( 40&#8242;000 fr. ) per iniziare (<a href="http://smetesserete.educanet2.ch/postp1b/.ws_gen/" target="_blank">vedi sito del progetto</a>). Il progetto è stato poi coordinato e realizzato da una docente, a tempo parziale, coadiuvata da  colleghi e servizi.<br />
I siti che ora potete vedere sono il compimento di questo progetto (ASP, UIM e Confederazione), poi iniziato nel 2006, che voleva essere propedeutico al raggiungimento dello scopo attualmente concretizzato: dotare le sedi di SM interessate di una piattaforma di comunicazione adattata alla tecnologia attuale.<br />
I siti in rete, per ora, sono:<br />
<a href="http://www.smlodrino.ti.ch/" target="_blank">Lodrino</a> , <a href="http://www.smcevio.ti.ch/" target="_blank">Cevio</a>, <a href="http://www.smpregassona.ti.ch/" target="_blank">Pregassona</a> , <a href="http://www.smmassagno.ti.ch/" target="_blank">Massagno</a> e <a href="http://www.smstabio.ti.ch/" target="_blank">Stabio</a>. Si è pure iniziata la messa a disposizione del sito amministrativo dell&#8217;UIM al link <a href="http://www4.ti.ch/decs/ds/uim/" target="_blank">http://www4.ti.ch/decs/ds/uim/</a>.</p>
<p><strong>Un&#8217;iniziativa riuscita che si svilupperà nel corso dei prossimi anni</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La top ten 2009 dei tools ICT utili alla formazione</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/12/13/la-top-ten-2009-dei-tools-ict-utili-alla-formazione/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[nativi_digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, ecco anche per il 2009 l&#8217;elenco dei &#8220;Top 100 Tools for Learning&#8220;, calcolato sulla base dei contributi di 278 professionisti (pedagogisti, docenti, universitari) di tutto il mondo. La classifica è pubblicata da  Jane Hart, consulente nel campo della formazione e dell&#8217;apprendimento e fondatrice del Centre for Learning &#38; Performance Technologies.
Evidentemente l&#8217;uso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 11px" src="http://c4lpt.co.uk/images/c4lpt-top100tools-2009.gif" alt="" width="73" height="73" />Come ogni anno, ecco anche per il 2009 l&#8217;elenco dei &#8220;<strong>Top 100 Tools for Learning</strong>&#8220;, calcolato sulla base dei contributi di 278 professionisti (pedagogisti, docenti, universitari) di tutto il mondo. La classifica è pubblicata da  <a href="http://c4lpt.co.uk/jane.html" target="_blank">Jane Hart</a>, consulente nel campo della formazione e dell&#8217;apprendimento e fondatrice del <a href="http://c4lpt.co.uk/" target="_blank">Centre for Learning &amp; Performance Technologies</a>.<br />
Evidentemente l&#8217;uso di questi servizi è principalmente utile in un contesto di formazione di adulti. Tuttavia, <strong>alcuni di questi servizi</strong> potrebbero essere <strong>proficuamente implementati nell&#8217;ambito didattico di classe</strong>, sia nella scuola obbligatoria sia nel medio superiore.<br />
Personalmente impiego attivamente e con successo quasi tutti i primi 10 della classifica. Uno &#8211; il blog (<strong>Wordpress</strong>) &#8211; lo state usando in questo momento. Infatti è grazie a questo tool che il mio blog viene pubblicato.<br />
<strong>Twitter</strong> e <strong>Delicious</strong> (i primi due della topten) sono tra i miei preferiti. Al primo ho anche dedicato un post specifico, <a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/11/15/twitter-nella-didattica/" target="_blank">Twitter nella didattica</a>.</p>
<p>Consiglio i docenti che usano regolarmente le ICT per o nella formazione, di conoscere &#8211; se già non ne sono a conoscenza &#8211; almeno i primi 10, per vedere se uno di questi potrebbe magari suscitare  idee didattiche, idee evidentemente che devono basarsi  su una pratica di classe consolidata.<br />
<strong>La classifica del 2009 dei primi 10 tools utili alla formazione</strong></p>
<p><strong>1. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/twitter.html" target="_blank">Twitter</a><br />
2.  <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/delicious.html" target="_blank">Delicious</a><br />
3. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/youtube.html" target="_blank">YouTube</a><br />
4. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/googlereader.html" target="_blank">Google Reader</a><br />
5. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/googledocs.html" target="_blank">Google Docs</a><br />
6. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/wordpress.html" target="_blank">Wordpress </a><br />
7. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/slideshare.html" target="_blank">Slideshare</a><br />
8. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/google.html" target="_blank">Google Search</a><br />
9. <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/audacity.html" target="_blank">Audacity</a><br />
10 <a href="http://www.c4lpt.co.uk/Top100Tools/firefox.html" target="_blank">Firefox</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I nativi digitali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[nativi_digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il termine &#8220;nativi digitali&#8221; è stata coniato da Mark Prenski nel 2001 e definisce la generazione dei nati a partire dal 1990, generazione immersa nelle ICT fin dalla prima infanzia.
Questi nativi digitali sono nostri allievi e saranno gli adulti di domani. Crescendo con la tecnologia giocano coi videogiochi, frequentano i social-network&#8221;, consultano il web in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://current.com/e/91496872/it_IT"><img class="alignleft size-medium wp-image-577" style="border: 1px solid #0097d1;margin-right: 9px;margin-left: 9px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/11/generazione_facebook-531x400.png" alt="generazione_facebook" width="253" height="190" /></a></p>
<p>Il termine &#8220;<strong>nativi digitali</strong>&#8221; è stata coniato da <strong>Mark Prenski nel 2001</strong> e definisce la generazione dei nati a partire dal 1990, <strong>generazione immersa nelle ICT fin dalla prima infanzia</strong>.<br />
Questi nativi digitali sono nostri allievi e saranno gli adulti di domani. Crescendo con la tecnologia giocano coi videogiochi, frequentano i social-network&#8221;, consultano il web in modo personalizzato (vedi post precedente) e usano vari sistemi ICT che li collegano in continuità.</p>
<p>Per <strong>comprendere questa generazione </strong>che noi docenti  affrontiamo, scolasticamente parlando, con metodologie e strumenti tradizionali &#8211; che non rinnego ma che ritengo parzialmente superati  &#8211; invito a vedere l&#8217;<strong>interessante filmato</strong> con interventi di:<br />
- <strong>Garry Small</strong>, Neuroscenziato, UCLA<br />
- <strong>Giovanni Boccia Artieri</strong>, docente New Media, Università &#8220;Carlo  Bo&#8221; di Urbino<br />
-  <strong>Antonio Fini</strong>, prof. Tecnologie Educazione<br />
-  <strong>Paolo Ferri</strong>, prof. Tecnologie Didattiche (vedi <a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/06/04/la-scuola-digitale-podcast/" target="_blank">post</a>)<br />
-  <strong>Howard Rheingold</strong>, scrittore e insegnante (<a href="http://twitter.com/hrheingold" target="_blank">vedi suo twitter</a>)</p>
<p>A cura di <a href="http://www.liviacolare.com/about/" target="_blank">Livia Iacolare</a> e <a href="http://www.humorrisk.com/" target="_blank">Giacomo Cannelli</a>, &#8220;<strong>Generazione facebook</strong>&#8220;, pubblicato da <strong><a href="http://current.com/" target="_blank">current.it</a></strong></p>
<p>Un ottimo filmato utile per inquadrare la tematica inerente ai <strong>nativi digitali</strong> e per comprendere le modifiche che essi potrebbero apportare, in prospettiva, all&#8217;insegnamento tramite le ICT.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tra copyright e copyleft</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[comprendere]]></category>
		<category><![CDATA[nativi_digitali]]></category>
		<category><![CDATA[webattori]]></category>

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		<description><![CDATA[Per i nativi digitali (i nostri allievi di oggi e di domani) la tecnologia è lo strumento quotidiano che permette loro anche di accedere alla cultura in modo individuale (non formale) e di potenziare la loro creatività.
Questo  significa tuttavia passare attraverso fruizioni personali di contenuti che sono protetti da copyright, scaricati da internet. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ted.com/talks/view/id/187" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-555" style="border: 1px solid #0097D1;margin-right: 9px;margin-left: 9px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/11/TED1.png" alt="TED1" width="287" height="164" /></a>Per i <strong>nativi digitali</strong> (i nostri allievi di oggi e di domani) la tecnologia è lo strumento quotidiano che permette loro anche di accedere alla cultura in modo individuale (non formale) e di potenziare la loro creatività.<br />
Questo  significa tuttavia passare attraverso fruizioni personali di contenuti che sono protetti da copyright, scaricati da internet. Per questo modo di procedere, i nativi digitali, non osservando le regole,  potrebbero anche essere criminalizzati (vedi legge attuale sul &#8220;peer ti peer&#8221;).</p>
<p>Per entrare nel merito del tema che tocca le <strong>ICT, la cultura e la legislazione</strong>, invito a guardare una presentazione  di  <strong>Larry Lessig</strong> (<strong>clic sull&#8217;immagine</strong>) che presenta il tema (è possibile scegliere una sottotitolazione in varie lingue).<br />
Sono d&#8217;accordo con molti dei punti di Lessig, che trattano di diritto e di cultura. Questo discorso è iniziato da poco e deve  protrarsi grazie al dialogo e tramite discussioni. Ha grandi implicazioni per le persone che utilizzano il web come una risorsa &#8211; tra cui appunto i nativi digitali &#8211; per <strong>le parole, le immagini, i media e per le presentazioni</strong>.</p>
<p>Lessig è un eccellente conferenziere. La sua presentazione è piuttosto lunga &#8211; 19 minuti &#8211; ma passa in fretta,  segno distintivo di ottima qualità comunicativa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Twitter nella didattica</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 09:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuale]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[comprendere]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[webattori]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcuni mesi uso Twitter.
Da quando l&#8217;ho conosciuto mi è apparso come canale di comunicazione interessante, con potenzialità varie, applicabili anche nella didattica.
Utilizzandolo in modo sperimentale, a 360 gradi, mi accorgo che questa giudizio  intuitivo era pertinente. Apprezzo sempre più questo servizio che è diventato uno dei miei canali informativi preferiti.
Seguendo un corso in rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-512" style="margin: 19px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/11/twitter_logo_header.png" alt="twitter_logo_header" width="155" height="36" />Da alcuni mesi uso <strong><a href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a></strong>.<br />
Da quando l&#8217;ho conosciuto mi è apparso come canale di comunicazione interessante, con potenzialità varie, applicabili anche nella didattica.<br />
Utilizzandolo in modo sperimentale, a 360 gradi, mi accorgo che questa giudizio  intuitivo era pertinente. Apprezzo sempre più questo servizio che è diventato uno dei miei canali informativi preferiti.</p>
<p>Seguendo un corso in rete della <a href="http://www.garamond.it/" target="_blank">Garamond</a> &#8220;<strong><em>Insegnare e apprendere con i Social Network</em></strong>&#8221; ho appurato che, nei cfti di <strong>Twitter</strong>, le mie aspettative d&#8217;impiego a livello didattico sono condivise.<br />
Di seguito riassumo i potenziali impieghi nella didattica (tratto <a href="http://academhack.outsidethetext.com/home/2008/twitter-for-academia/" target="_blank">Twitter for Academia</a>, tradotto da <a href="http://www.catepol.net" target="_blank"><strong>Caterina Policaro</strong></a>, mia tutor online sul tema):</p>
<ul>
<li><strong>comunità di classe:</strong> &#8220;<em>Una volta che gli studenti hanno cominciato a twittare, hanno sviluppato un senso dell’altro come persona al di là del ristretto spazio temporalmente condiviso della classe, dell’aula,…</em>&#8220;</li>
<li><strong>Il senso del mondo che ci circonda</strong>: &#8220;<em>Alcuni studenti guardano spesso e volentieri la  <a href="http://twitter.com/public_timeline" target="_blank">Public Timeline di Twitter</a> che è la pagina dove vengono postati tutti i messaggi pubblici che passano su Twitter. Il tasso di rumore di fondo qui è altissimo, ma ci dà il senso della varietà delle persone e della gente di tutto il mondo.</em>..&#8221;</li>
<li><strong>Tenere traccia di un termine, di una parola, di una conferenza</strong>: &#8220;<em>Attraverso Twitter è possibile tenere traccia/ “track” parole e termini sottoscrivendo poi il feed a tutti i post contenenti quella determinata parola</em>&#8230;&#8221;</li>
<li><strong>Feedback istantaneo</strong>: &#8220;<em>Twitter è sempre connesso, e ti invia i messaggi anche sul telefonino, è quindi ottimo per ricevere feedback immediato</em>&#8230;&#8221;</li>
<li><strong>Seguire un esperto</strong>: &#8220;<em>Gli Studenti possono seguire altre persone su Twitter, che trattano argomenti di loro interesse</em>&#8230;&#8221; Questa possibilità è molto apprezzata e sfruttata da chi scrive.</li>
<li><strong>Grammatica e scrittura basata su regole</strong>: &#8221; <em>È sorprendente come Twitter possa essere ottimo come ausilio per insegnare la grammatica. Perché? la forma breve che costringe ad utilizzare regole grammaticali abbreviate e/o ad abusare della grammatica piegandola nei 140 caratteri disponibili&#8230;&#8221;</em></li>
<li><strong>Massimizzazione del momento didattico</strong>: &#8220;<em>È spesso difficile insegnare in determinati contesti limitati spazialmente e temporalmente, Twitter ti permette di farlo al di là dei limiti spazio/temporali della lezione.&#8221;</em></li>
</ul>
<p>Quindi, se non avete ancora un account <strong>Twitter</strong>, pensateci. Evidentemente, una volta aperto un account su Twitter, ci si deve applicare, provare, approfondire. Gli apprezzamenti e le intersezioni private e didattiche arriveranno, conseguenti.</p>
<p>Dimenticavo: i<strong>l mio account su twitter <a href="http://www.twitter.com/mbeo" target="_blank">http://www.twitter.com/mbeo</a> | </strong>quello della<strong> <a href="http://www.twitter.com/mbeo" target="_blank"></a><a href="http://twitter.com/SUPSI_DFA" target="_blank">SUPSI-DFA</a><br />
</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>educanet2 da buttare?</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/11/05/educanet2-da-buttare/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 13:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[educanet2]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un&#8217;inchiesta effettuata in 23 sedi di Scuola media (SM) a fine ottobre 2009, si è potuto appurare che solo il 10% delle sedi usa educanet2, la piattaforma svizzera per l&#8217;apprendimento e per la collaborazione.
Prima di entrare succintamente nel merito di questa analisi deludente dal punto di vista dell&#8217;integrazione delle ICT nella SM, vediamo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="sguardo di mbeo, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/mbeo52/4106448244/"><img class="alignleft" style="margin: 10px" src="http://farm3.static.flickr.com/2678/4106448244_89c26d2791_m.jpg" alt="sguardo" width="240" height="161" /></a>Da un&#8217;inchiesta effettuata in 23 sedi di Scuola media (SM) a fine ottobre 2009, si è potuto appurare che <strong>solo il 10% delle sedi usa educanet2</strong>, la piattaforma svizzera per l&#8217;apprendimento e per la collaborazione.</p>
<p>Prima di entrare succintamente nel merito di questa analisi deludente dal punto di vista dell&#8217;integrazione delle ICT nella SM, vediamo di dare alcuni numeri su educanet2, per meglio comprendere.</p>
<p><strong>educanet2</strong> è l&#8217;evoluzione di educanet, apparso nel 2001 e &#8220;upgradato&#8221; nell&#8217;attuale versione &#8211; tuttora in evoluzione &#8211; a partire dal 2004. Si tratta di una <strong>comunità con oltre 450&#8242;000 persone</strong> (350&#8242;000 allievi e 100&#8242;000 docenti), riunite in 27&#8242;000 classi e 16&#8242;000 gruppi tematici e disponibile nelle 3 lingue nazionali con l&#8217;aggiunta degli idiomi spagnolo e inglese. Le possibilità attivatili dagli attori scolastici (dall&#8217;allievo al docente, passando per l&#8217;amministrazione) sono molteplici. Qui non si descrivono, rimandando <a href="http://www.educanet2.ch" target="_blank">direttamente al sito</a> per il dettaglio di queste funzionalità.<br />
<strong>educanet2</strong> stata <strong>sviluppata secondo direttive pedagogico-didattiche</strong> per essere impiegata nell’insegnamento. È sussidiata dalla Confederazione &#8211; tramite il <a href="http://www.educa.coop/dyn/9.asp?url=81268.htm" target="_blank">CTIE</a> &#8211; e dai Cantoni, tra cui il Ticino.</p>
<p>Per questo ambito, finanziario,  varrebbe la pena interrogarsi sull&#8217;opportunità del sussidio ticinese, visto che <strong>educanet2</strong> è poco usata nelle nostre scuole. Qualcuno potrebbe anche affermare che <strong>educanet2</strong> non serve e quindi suggerire di abbandonarla, risparmiando e attivando nel contempo un &#8220;alleingang&#8221; ticinese dal punto di vista scolastico.<br />
Se non fosse così &#8211; come mi auguro per il bene della scuola -  siamo comunque di fronte a un problema: non si è sufficientemente chiarito il quadro d&#8217;impiego delle ICT &#8211; ricordiamoci che non esiste in Ticino una politica chiara (<a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/04/04/ict-nella-scuola-ticino-appena-sufficente/" target="_blank">vedi</a>)  &#8211; e <strong>non si è presentato e formato a sufficienza sul tema</strong> in questione.</p>
<p>Probabilmente saranno le nuove generazioni di docenti quelle che inizieranno ad apprezzare le potenzialità e gli usi pertinenti di questa comunità/piattaforma.<br />
Come DFA, usiamo da anni educanet2 come piattaforma per il nostro insegnamento, lo apprezziamo e siamo <strong>disponibili ad ampliare il discorso didattico che emerge dall&#8217;uso di piattaforme tipo educanet2</strong>, partendo dal lato tecnico (i servizi e il loro funzionamento) per arrivare a quello pratico (&#8221;best-practices&#8221;), passando dalle riflessioni pedagogiche.</p>
<p>Riferimenti:<a href="http://www.educanet2.ch" target="_blank"> sito educanet2</a> | <a href="http://www.educanet2.ch/ww3ee/bin/107520-4151812-1-lay_educa_a5_i_1c.pdf" target="_blank">brochure in .pdf</a></p>
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		<title>La lotta alla condivisione</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/07/30/la-lotta-alla-condivisione/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 09:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuale]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[peertopeer]]></category>

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		<description><![CDATA[In un precedente post discutevo di scaricamento di files protetti dal copyright (musica, video, videogiochi, programmi informatici) tramite il protocollo peer-to-peer. A un anno di distanza, riprendo il discorso, aggiornandolo in modo sintetico. L&#8217;attività ci interessa poiché praticata da adolescenti, non coscienti della legislazione (discorso educativo legato all&#8217;&#8221;etica delle ICT&#8220;).
L&#8217;IFPI, sezione svizzera, è ormai censita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un <a href="http://aspti.ch/blogs/ictblog/2008/07/12/scarichi-da-internet-ocio/">precedente post</a> discutevo di scaricamento di files protetti dal copyright (musica, video, videogiochi, programmi informatici) tramite il protocollo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer" target="_blank"><strong>peer-to-peer</strong></a>. A un anno di distanza, riprendo il discorso, aggiornandolo in modo sintetico. L&#8217;attività ci interessa poiché praticata da adolescenti, non coscienti della legislazione (discorso educativo legato all&#8217;&#8221;<strong>etica delle ICT</strong>&#8220;).</p>
<p>L&#8217;IFPI, sezione svizzera, è ormai censita &#8220;annusare&#8221; chi mette a disposizione files protetti dal copyright, divenendo di fatto un corpo di polizia privata di internet. Essa lavora per le major. Una ditta (Logistep, di Zugo) ha tracciato la strada, rendendo possibili queste pratiche di ricerca/denuncia che si svolgono in un ambito giuridico non ancora definito e quindi tollerate.<br />
Scoperti, gli autori della messa a disposizione dei files si vedono costretti a siglare accordi bonali. Se non accettano, vengono denunciati. La denuncia tuttavia non sempre porta a una condanna, essendo i giudici cantonali non ancora allineati su una prassi comune.</p>
<p>Come citato ne LeTemps del 28 luglio 2009, gli internauti che mettono a disposizione files protetti da copyright  si vedono chiedere 1&#8242;450 fr  per le spese di giustizia, 3 fr per file reso disponibile, 250 fr per i fornitori di accesso all&#8217;internet più da 2 a 3&#8242;000 fr per eventuali ricerche di approfondimento. Di regola più del 80% dei casi denunciati vengono chiusi a favore della ditta &#8220;annusatrice&#8221;.</p>
<p>In altre nazioni occidentali ci si muove con l&#8217;adozione di leggi che permettono di negare l&#8217;accesso casalingo ai recidivi o di bloccare/multare i provider che tollerano chi condivide files protetti da copyright.</p>
<p>Da questo sistema di scaricamento di files attualmente in discussione, si evincono due temi: il primo attiene <strong>alla libertà d&#8217;accesso e di condivisione</strong> di internet (sempre più ristretto), il secondo all&#8217;<strong>obsolescenza del copyright</strong> (concetto in discussione, vedi <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/deed.it" target="_blank">Creative Commons</a>).</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mbeo52/3765406807/" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-418" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/07/beccato-700x272.jpg" alt="beccato" width="700" height="272" /></a></p>
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		<item>
		<title>I flussi RSS: cosa sono e perché sono utili</title>
		<link>http://aspti.ch/blogs/ictblog/2009/07/14/i-flussi-rss-cosa-sono-e-perche-sono-utili/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 09:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Individuale]]></category>
		<category><![CDATA[web2.0]]></category>
		<category><![CDATA[comprendere]]></category>
		<category><![CDATA[RSS]]></category>

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		<description><![CDATA[Il simbolo RSS (e il sistema associato) è diffuso da più di 2 anni sulle pagine web, invitando gli internauti a utilizzarne il servizio. Dalla mia esperienza non lo vedo però molto diffuso come sistema di recupero di informazioni pertinenti ai propri ambiti di riferimento. I Geek e diversi nativi digitali  conoscono i flussi RSS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-405" style="margin: 6px 4px" src="http://aspti.ch/blogs/ictblog/files/2009/07/rss.jpeg" alt="rss" width="99" height="99" />Il simbolo RSS (e il sistema associato) è diffuso da più di 2 anni sulle pagine web, invitando gli internauti a utilizzarne il servizio. Dalla mia esperienza non lo vedo però molto diffuso come sistema di recupero di informazioni pertinenti ai propri ambiti di riferimento. I <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek" target="_blank">Geek</a> e diversi nativi digitali  conoscono i flussi RSS e li usano, apprezzandoli. I formatori e gli studenti del nostro Istituto, non necessariamente li conoscono e li usano poco.<br />
Vediamo perciò da dare alcune minime informazioni che possano rendere più sicuri gli utenti sia sulla comprensione del sistema, sia sul suo impiego.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è un flusso RSS?</strong><br />
RSS significa &#8220;Really Simple Syndacation&#8221;: una famiglia di linguaggi informatici usati dagli editori di siti web per notificare le modifiche delle loro pagine o informazioni, creando dei flussi informativi a cui ci si può abbonare. Come per le newsletters ma molto più performanti. In altre parole, i flussi RSS permettono di ricevere le informazioni sugli argomenti interessanti in modo automatico senza doversi recare sui siti web. Di regola, si riceve il titolo dell&#8217;ultimo articolo o post; se si volesse leggere il testo integrale, con un clic si apre il contenuto o si visita il sito originale.</p>
<p><strong>Come leggere i flussi RSS?</strong><br />
Ci sono tre modi di farlo. Il primo consiste nell&#8217;attivare l&#8217;icona RSS nella barra degli indirizzi del nostro browser, dicendo che ci si vuole abbonare: il seguito dell&#8217;operazione dipende dal browser usato.<br />
Il secondo modo consiste nell&#8217;usare un lettore on-line. Per esempio, <a href="http://www.google.ch/ig?hl=it&amp;source=iglk" target="_blank">iGooglereader</a>, <a href="http://my.yahoo.com/" target="_blank">MyYahoo</a>, <a href="http://www.netvibes.com" target="_blank">Netvibes</a> o <a href="http://suisse.rss.ch/" target="_blank">rss.ch</a>. Il vantaggio di quest&#8217;ultimi &#8211; che consiglio per rapporto al primo e al terzo modo &#8211; risiede nella totale parametrizzazione di come mostrare i flussi e nel poterli consultare da qualsiasi computer in rete.<br />
Il terzo sistema consiste nell&#8217;usare un programma costruito per gestire i flussi, come <a href="http://www.geste.fr/alertinfo/home.html" target="_blank">Alert Info</a> o <a href="http://rssbandit.org/" target="_blank">RSbandit</a>.</p>
<p>Coraggio, utenti di siti web non nativi digitali, provate! Magari partendo dal sito dell<a href="http://www.aspti.ch/jasp" target="_blank">&#8216;ASP</a> &#8211; ricorrendo o all&#8217;icona RSS in alto a destra o a quella presente nella barra degli indirizzi &#8211; o da questo blog, cercando le possibilità di abbonarsi. Poi, una volta compreso il sistema, generalizzatelo e vedrete che ne apprezzerete i vantaggi, indipendentemente dal modo scelto.</p>
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