Apprendere, formarsi, comunicare ed essere critici con le ICT
Robot nella scuola dell’obbligo? (2)
Lo scorso anno parlavo di robot nella scuola dell’obbligo (vedi). Citavo come esempio interessante l’NXT (Lego®Mindstorms), robot che permette l’apprendimento di nozioni di tipo matematico, geometrico e fisico tramite la programmazione di compiti particolari. Per chi volesse saperne di più sull’argomento, citiamo che esiste da anni un campionato (First Lego League, FLL) che permette a squadre di ragazze/i (dai 10 ai 16 anni) di risolvere compiti particolari (proposti prima dell’incontro in presenza) da eseguirsi tramite il robot sopra citato. Non solo, il lavoro essendo di gruppo e la comunicazione obbligatoria, la metodologia didattica applicata in questo ambito è quella del lavoro per progetti.
Anche in Svizzera esistono questi incontri FLL. Nel precedente post scrivevo che si stava studiando di organizzare una gara regionale di questo tipo anche in Ticino. Posso ora scrivere che siamo sempre più vicini a questo scopo. Infatti, si sta formando un comitato promotore, denominato FLL-SI (Si per Svizzera Italiana ma anche SI al torneo), che organizzi e promuova le attività sostenute dalla First Lego League. Persone di questo comitato hanno anche preso contatto con la Scuola media affinché questo tipo di proposta (robot, lavoro per progetti, programmazione) possa entrare nella scuola. In che ambito (opzioni obbligatorie o opzionali) non è ancora stato definito.
Per avere informazioni di dettaglio sull’iniziativa FLL-SI, si seguano i tag “NXT” e “robot”.






5 Novembre 2009 - 17:35
Nella sede dove svolgo la pratica professionale viene svolta un’attività di programmazione (utilizzando i robot della lego) all’interno di un corso pratico.
Ho visto solo rapidamente ciò che viene proposto agli allievi, ma le potenzialità sono moltrplici. Inoltre quest’attività riscuote il consenso degli alunni, tant’è che si sta pensando di introdurla nelle attività tecniche.
2 Gennaio 2010 - 20:26
Trovo la proposta dell’inserimento del robot nella scuola interessante ed efficiente.
Oggigiorno gli allievi, fin da piccoli, sono confrontati con questa nuova realtà tecnologica, ed essendone completamente immersi tendono a cercarne sempre più il contatto. Basti pensare all’utilizzo già molto avanzato del computer da parte dei bambini o alla loro necessità, a mio parere molto precoce, di possedere un cellulare o il loro bisogno di trascorrere ore intere davanti a immagini di videogiochi, immergendosi completamente in questo mondo virtuale. Gli allievi sono così sempre più interessati allo sviluppo della tecnologia, ormai parte integrante del loro mondo, e l’introduzione di un robot nell’insegnamento non potrà che suscitare in loro un maggiore interesse ed entusiasmo per quest’ ultima. Per citare un esempio, mi riallaccio all’esperienza vissuta da Marco Banfi e a ciò da lui descritto riguardo al consenso riscosso sugli alunni per l’attività svolta con il robot. La presenza di un’apparecchiatura simile é indubbiamente in grado di catturare l’attenzione degli allievi sul tema trattato, e di conseguenza facilitarne l’apprendimento. Infatti, riguardo a quest’ultimo punto, credo che le spiegazioni e le consegne dettate da un robot possano risultare più chiare a comprendere, perché date senza troppe divagazioni e fraintendimenti.
Bisogna però riflettere riguardo agli svantaggi: se un allievo non dovesse essere in grado di capire ciò che viene a lui chiesto da parte di questa macchina, sarà capace quest’ultima di poter rimandare il messaggio allo stesso destinatario evitando le incomprensioni sorte precedentemente? Potrà dare esempi plausibili e concreti?
Inoltre un robot, per quanto ben quotato ed efficiente possa essere, a mio avviso non potrà mai paragonarsi alle qualità possedute dalla persona umana. Quel che mi chiedo a riguardo: sarà in grado un robot di trasmettere le emozioni e le sensazioni agli allievi come sa fare un’insegnante?
In generale, gli alunni riescono a percepire ciò che prova un docente durante il corso della lezione; basti pensare soltanto al tono della voce usato da quest’ultimo, alla gestualità che accompagna i suoi discorsi, la mimica,… Tutti indizi che se osservati attentamente ci offrono una buona gamma di osservazioni per capire lo stato emotivo dell’insegnante. Questo é un aspetto, secondo me da non sottovalutare, visto che incide molto sull’apprendimento dell’allievo. Infatti, un docente appassionato del proprio lavoro si mostrerà entusiasta di fronte alla classe nello svolgere una determinata attività e trasmetterà a sua volta entusiasmo agli allievi durante la lezione. Una macchina sarà mai in grado di fare questo?